Rinnovo contratto scuola: a quanto dovrebbe ammontare l'aumento degli stipendi? INTERVISTA a R. Di Meglio (Gilda)
Rinnovo contratto scuola: a quanto dovrebbe ammontare l'aumento degli stipendi? INTERVISTA a R. Di Meglio (Gilda)

Contratto scuola, il nuovo patto dell’innovazione siglato oggi, mercoledì 10 marzo 2021, a Palazzo Chigi rappresenta, secondo il premier Mario Draghi, ‘un evento di grande importanza, un primo passo’. Una delle questioni più importanti da affrontare è quella del rinnovo di contratto e il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, sembra intenzionato ad affrettare i tempi.

Rinnovo contratto, Brunetta affretta i tempi: ‘Venerdì convocherò i sindacati’

Brunetta, infatti, ha dichiarato: ‘Venerdì convocherò tutte le confederazioni sindacali rappresentative del pubblico impiego con l’obiettivo di avviare il negoziato in tempi brevi. È per noi il migliore segno di ripartenza. Un buon contratto è un investimento nella fiducia reciproca, nella stabilità e nel carattere innovativo delle relazioni di lavoro’.

Cosa dice il patto per l’innovazione

Nel patto per l’innovazione, siglato oggi, si legge infatti: ‘In questa ottica, i rinnovi contrattuali sono un investimento politico e sociale che favorisce il rilancio dei consumi e un clima di fiducia e di stabilità, precondizioni essenziali per qualsiasi percorso di innovazione e riforma. Il rilancio della Pubblica Amministrazione si costruisce investendo sulle risorse umane: il nostro compito è accompagnare le sfide per il giusto riconoscimento di chi con merito lavora quotidianamente al servizio dello Stato e nelle articolazioni di tutte le Pubbliche Amministrazioni.’

Nel documento, inoltre, si legge: ‘Le esperienze più efficaci di contrattazione integrativa dovranno rappresentare il percorso per puntare sulla valutazione oggettiva della produttività e la sua valorizzazione economica e professionale, investendo sul suo potenziamento, al fine di garantire maggiore prossimità ad un rinnovato sistema di relazioni sindacali capace di dare valore alle specificità di contesto che sono presenti nella complessità di attività di lavoro e nelle eterogeneità delle Pubbliche Amministrazioni’.

Un aspetto particolarmente importante è quello riguardante la salvaguardia dell’elemento perequativo. Si legge infatti: ‘I rinnovi contrattuali relativi al triennio 2019-2021, salvaguarderanno l’elemento perequativo della retribuzione già previsto dai contratti collettivi nazionali di lavoro relativi al triennio 2016-2018, il quale confluirà nella retribuzione fondamentale cessando di essere corrisposto quale elemento distinto della retribuzione, nonché attueranno la revisione dei sistemi di classificazione di cui al punto 3, attraverso lo stanziamento di risorse aggiuntive nella legge di bilancio 2022.
Il Governo, sulla base di questi impegni, emanerà, in tempi brevi, gli atti di indirizzo di propria competenza per il riavvio della stagione contrattuale sia ai fini della stipulazione del contratto collettivo nazionale quadro sui comparti e aree di contrattazione collettiva, che con riferimento ai singoli comparti e aree, nonché a sollecitare i Comitati di settore per quanto di competenza.’