Precari scuola Bologna e Modena: 'Stanche e stanchi di essere prof in scadenza, basta precarietà!'
Precari scuola Bologna e Modena: 'Stanche e stanchi di essere prof in scadenza, basta precarietà!'

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato inviatoci dall’Ufficio Stampa del Coordinamento precari/ie scuola di Bologna e Modena.

Adesione allo sciopero del 26 marzo

L’anno scolastico attualmente in corso si è aperto (stando ai dati divulgati dal Ministro Bianchi) con 215 mila insegnanti precari di cui 104 mila di sostegno. Nonostante gli annunci ottimisti di viale Trastevere, le cattedre sono state assegnate ancora più in ritardo del solito.

In una situazione già aggravata dall’emergenza sanitaria, le procedure di nomina sono state complicate e rallentate dall’introduzione, all’ultimo momento, di un nuovo sistema di graduatorie, le GPS, per le quali alle segreterie competenti non sono stati concessi né i tempi né le risorse umane necessarie alla validazione dei punteggi e alla correzione degli errori.I docenti sono stati convocati da graduatorie spesso errate, con modifiche che stanno avvenendo in itinere e sono ancora in corso.

Le cattedre scoperte sono state di più rispetto agli anni passati: i pochi docenti ancora in attesa in GAE e Graduatorie di Merito non sono stati assolutamente sufficienti per sostenere il turn-over di due anni di pensionamenti quota 100. L’invenzione di un meccanismo come la call veloce ha trovato pieno fallimento nel vincolo quinquennale introdotto per la prima volta con le assunzioni di settembre.

A poche settimane dall’inizio della scuola, in piena risalita della curva epidemica, quasi 65 mila docenti della scuola secondaria con almeno tre anni di lavoro alle spalle appena entrati in servizio si sono trovati a dover sostenere il concorso straordinario. La contraddizione dell’essere lavoratori e partecipanti ad un concorso per la stabilizzazione del proprio ruolo lavorativo ha nuovamente sottratto ore alle classi, senza nemmeno il beneficio di un permesso garantito e retribuito per concorsi ed esami (che è concesso, fino ad 8 giorni l’anno, ai nostri colleghi di ruolo).

La “meritocrazia”, invocata dall’ex Ministra Lucia Azzolina, si è tradotta in una prova basata sulla stesura all’impronta, in massimo 20 minuti l’una, di 5 attività didattiche diverse.

La spietata selezione, che non prevede nemmeno una graduatoria di idonei, ha visto un numero di candidati triplo rispetto a quello dei posti messi a bando. Tuttavia, confrontati con i dati delle supplenze annuali dell’a.s. 20-21, equivalgono a meno di un terzo del fabbisogno reale.

I concorsi straordinario e ordinario, se e quando vedranno termine (ancora si attende la calendarizzazione delle prove suppletive), lasceranno moltissimi posti scoperti soprattutto laddove si trovano le fragilità maggiori. Per i posti di sostegno, in più regioni, il numero di candidati in possesso dei requisiti d’accesso è stato inferiore rispetto ai posti messi a bando. Nonostante questo, si è scelto di non considerare i docenti con tre anni di servizio sul sostegno privi di specializzazione: insegnanti esclusi da qualsiasi procedura di stabilizzazione, come se non avessero mai lavorato.

Siamo stanche e stanchi di sentirci dire che il precariato nella scuola c’è sempre stato, che la gavetta tocca a tutti e che bisogna farsi le ossa.
Siamo stanche e stanchi di essere oggetto di accusa o scherno dal politico di turno.
Siamo stanche e stanchi di veder negati i nostri diritti e la nostra dignità di lavoratrici e lavoratori.
Aderiamo alla mobilitazione promossa da Coordinamento Nazionale Precari Scuola, Priorità alla scuola e Cobas Scuola per il prossimo 26 marzo. Se è vero che il precariato c’è sempre stato, respingiamo ogni rimedio emergenziale e chiediamo soluzioni strutturali.

  1. Limite di 20 alunni per classe, 15 in presenza di alunni con disabilità;
  2. Trasformazione di tutto l’organico di fatto e dei posti in deroga in organico di diritto, così da poter assumere su tutti i posti necessari;
  3. Assunzione per tutti coloro che hanno maturato 3 anni di servizio (compreso quello in corso) e diritto all’assunzione per tutti coloro che dovessero maturare tale requisito;
  4. A seguito dell’assunzione conseguimento di abilitazione o specializzazione pagate dallo Stato (come avviene in altri settori) durante un anno di vera formazione e prova;
  5. organizzazione di concorsi ordinari a cadenza regolare per i neolaureati

Vi chiediamo di sostenerci partecipando con noi allo sciopero del 26 marzo!
Coordinamento precari/ie scuola di Bologna e Modena