pensioni scivolo
Cosa prevede il piano Brunetta per le pensioni

Ancora novità sul fronte pensioni: con il piano Brunetta si inizia a parlare di un ipotetico scivolo per l’uscita anticipata dei dipendenti pubblici. L’Anief, dal canto suo, si dice d’accordo, ma solo a determinate condizioni. Ecco quali sono le ultime notizie a riguardo.

Pensioni, con il piano Brunetta via libera allo scivolo: di cosa si tratta

Stando alle ultime notizie, il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta starebbe al momento lavorando ad un piano pensionistico che prevedrebbe l’uscita anticipata attraverso il cosiddetto scivolo.

In questo modo, si introdurrebbe un incentivo all’esodo per i dipendenti pubblici che verrebbe finanziato con i fondi del Recovery Plan.

A tal proposito, Anief (Associazione nazionale insegnanti e formatori) sembra essere d’accordo, purché non ci siano decurtazioni sull’assegno pensionistico.

“Se confermata la notizia dell’anticipo pensionistico ci trova d’accordo” ha dichiarato il presidente Anief Marcello Pacifico.

“Ci sono professionalità nell’amministrazione pubblica particolarmente esposte a problemi di salute e sicurezza troppo alti”. Ha aggiunto subito dopo, in riferimento anche al comparto scolastico.

“È chiaro che per noi, però, qualsiasi forma di anticipo non deve comportare decurtazioni all’assegno pensionistico” ha voluto precisare Pacifico. “Anche perché già il sistema contributivo è purtroppo determinante in negativo nel tagliare le mensilità della pensione“.

Bisogna, inoltre, considerare che questa misura avrebbe degli effetti positivi anche sull’età del personale scolastico, attualmente molto sbilanciata verso l’alto.

Le richieste dell’Anief

Oltre ad opporsi a qualsiasi taglio sulle pensioni, a proposito della riforma previdenziale, l’Anief ha da tempo avanzato alcune richieste fondamentali per i lavoratori, tra cui:

  • la proroga e l’ampliamento dell’Ape sociale, fino ad includere anche tutte le categorie scolastiche;
  • la tutela dei cosiddetti lavoratori fragili;
  • il ritorno ai parametri sui contributi utili per tutto il personale docente, educativo e Ata.

A sostegno delle proprie tesi, l’Anief ricorda infatti che alla luce del carattere gravoso delle mansioni scolastiche è più che mai necessario procedere il prima possibile ad  “allargare l’attuale finestra di pensione anticipata”.