Mobilità 2021 in ritardo: quali conseguenze per la scuola?
Mobilità 2021 in ritardo: quali conseguenze per la scuola?

Inizialmente, la data di partenza della mobilità 2021 per docenti, educatori e Personale ATA era prevista ad inizio marzo. Ma visto il mancato accordo fra sindacati e Ministero, ormai non se ne parlerà prima del mese di aprile. Ciò significa un accavallamento con le domande di aggiornamento della terza fascia del personale ATA.

Mobilità 2021 docenti e ATA: che succede?

Ci sono stati diversi incontri sulla mobilità 2021 tra Ministero e organizzazioni sindacali, ma da alcuni giorni tutto tace. La richiesta dei sindacati è il superamento del vincolo quinquennale per i docenti e per i DSGA, e anche se il Ministero pareva favorevole in un primo momento, al momento resta un nulla di fatto.

La verità è che il vincolo quinquennale è stato introdotto con una norma di legge (Legge di Bilancio 2019) e per eliminarlo c’è bisogno di una norma specifica, dato che è stata prevista la non derogabilità per via contrattuale”. Si sperava nel Decreto Sostegni, ma così non è stato. Appare quindi chiaro, che manca la volontà politica di eliminarlo.

Mobilità e assunzioni: altra estate calda per le scuole?

Lo slittamento della data prevista per la mobilità 2021, mette a rischio il progetto del neo ministro. Patrizio Bianchi, si era presentato affermando che il 1° settembre la scuola non avrebbe avuto cattedre vacanti e le difficoltà di sempre. La realtà, invece, lascia pensare che le cose potrebbero non andare così. Ritardare la domanda di mobilità, comporterà un ritardo nella data di pubblicazione dei movimenti.

E ancora una volta, gli Uffici scolastici saranno in affanno per garantire il corretto avvio dell’anno scolastico.