Vaccini docenti, stop a chi deve ricevere ancora la prima dose
Vaccini docenti, stop a chi deve ricevere ancora la prima dose

Ma il vaccino non è su base volontaria? Sì, lo è. Infatti un Dirigente scolastico non può obbligare nessun docente o ATA a sottoporsi alla vaccinazione. Lo riconosce anche il DS che ha scritto una circolare che sta facendo scalpore, in cui minaccia di sospensione chi non fa il vaccino.

Docenti e ATA, no al vaccino: possono essere sospesi?

Per comprendere bene cosa intende il Dirigente scolastico nel parlare di possibile sospensione per chi non si sottopone al vaccino, vediamo il contenuto della circolare. Dopo aver definito un privilegio la possibilità data al personale scolastico di vaccinarsi in anticipo rispetto ad altre categorie, il DS invita tutti a vaccinarsi.

Nella circolare sottolinea il fatto che non è possibile obbligare alla vaccinazione, ma non esclude la sospensione del lavoratore che non vi si sottopone.

La circolare

Nella circolare, riferisce Orizzonte Scuola, si legge: “Come datore di lavoro formale non posso obbligarvi al vaccino ma sappiate che ho l’obbligo di sorvegliare che nessuno dei lavoratori dell’Istituto possa costituire un rischio per la salute propria, dei colleghi e dei bambini e ragazzi affidateci. Se un lavoratore si rifiuterà di fare il vaccino ed io ne avrò notizia certa, sarà mio dovere sospenderlo dal servizio: per la sicurezza degli altri lavoratori e di tutta l’utenza.

Chi non può prestare la propria opera in sicurezza per propria volontà e senza giustificazione sanitaria non può essere retribuito per una prestazione lavorativa che sceglie di non prestare alle uniche condizioni possibili.

Sospendere chi non fa il vaccino: si può?

Per spiegare le sue motivazioni, il Dirigente afferma nella circolare che i “datori di lavoro possono e devono sospendere senza retribuzione i lavoratori che espongono, per propria scelta personale non giustificata da motivazioni sanitarie documentabili, se stessi, i colleghi e l’utenza a rischi evitabili e ben noti.

Ma alcuni sindacati non sono affatto d’accordo con questa interpretazione dei poteri.