Riapertura scuole
Rientro a scuola in presenza dal 26 aprile, come e con quali misure?

Riapertura delle scuole dopo Pasqua, il premier Draghi ha annunciato il ritorno in classe per gli alunni (fino alla prima media) delle zone rosse: tuttavia restano alcuni dubbi da chiarire nel piano di ripartenza che sta mettendo a punto il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi.

Riapertura scuole dopo Pasqua, i punti da chiarire nel piano del ministro Bianchi

Si è parlato nelle scorse ore della possibilità di effettuare tamponi a tutti gli studenti ogni lunedì: in ogni caso, come precisato anche da Agostino Miozzo, ex coordinatore Cts e ora consulente del ministro, si tratta di un’ipotesi irrealizzabile. Il commissario Figliuolo, come riporta il quotidiano ‘Repubblica’ di oggi, sabato 27 marzo, ritiene che una soluzione del genere sia impraticabile, sia dal punto di vista organizzativo, sia perché la spesa per uno screening del genere (e per giunta ripetuto ogni settimana) sarebbe eccessiva.

Il commissario per l’emergenza Covid si sarebbe preso qualche giorno di tempo per studiare la questione: si potrebbe eventualmente procedere con tamponi a campione.

Crisanti: ‘Non serve fare un tampone a tutti gli studenti’

Il professor Andrea Crisanti ritiene che non sia necessario fare un tampone a tutti gli studenti italiani: ‘Serve, invece, un controllo periodico su base statistica – ha affermato il microbiologo – Nei diversi istituti, differenti per età degli alunni, per anno di costruzione, per il pendolarismo di studenti e insegnanti, si possono fare controlli a campione. Utilizzando i tamponi antigenici, quelli da farmacia. Non è importante capire quanti sono i positivi, ma dove sono. Il salivare resta un test molecolare, diciamo lento, non si presta a questo screening’.

Rientro in classe sarà graduale

In ogni caso, a prescindere dalla questione tamponi, si sta lavorando per una riapertura graduale della scuola dopo Pasqua, secondo le regole attualmente in vigore ovvero: rientro per i bambini dell’infanzia e della primaria oltre agli studenti di prima media nelle zone rosse, didattica a distanza al 50 per cento (ma possibilmente fino al 75 per cento) in zona arancione e per gli studenti di seconda e terza media e superiori. 

Intanto, il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso ha annunciato che 150 milioni dei 335 previsti dal Decreto sostegno per la scuola, saranno destinati, per la prima volta, alla salubrità dell’aria all’interno delle scuole: ‘Si parla di depuratori e impianti di ventilazione meccanica’. Ma anche qui servirà fare chiarezza in quanto il ministro Bianchi, durante l’ultimo question time alla Camera, ha parlato di ‘sanificazione delle aule’.