Scuola, le bocciature rischiano di diventare un caso

Scuola, scrutini e didattica a distanza: la questione bocciature rischia di diventare un caso. I presidi stanno aspettando un’Ordinanza del Ministero dell’Istruzione che possa chiarire tutti gli aspetti legati agli scrutini e alle bocciature. Come riporta il ‘Corriere della Sera’ di oggi, lunedì 29 marzo 2021, i dirigenti scolastici temono che possano scatenarsi ricorsi contro le bocciature con la DAD.

Bocciature e didattica a distanza, i presidi temono ricorsi

Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, in occasione della pubblicazione dell’ordinanza riguardante la maturità ha sottolineato come saranno i consigli di classe a decidere le valutazioni: i prof sapranno come giudicare le diverse situazioni. Il presidente ANP, Antonello Giannelli, non crede che sia utile la promozione automatica anche se, d’altro canto, non si potrà chiedere il massimo rigore. Bisognerà fare una valutazione, tenendo conto chi si è impegnato nella DAD, pur non riuscendo a raggiungere gli obiettivi, e chi, invece, non si è impegnato. ‘Qualora vi fossero dei casi dubbi – ha sottolineato Giannelli – si potrebbe promuovere con l’obbligo del recupero’. 

La problematica, comunque, riguarda soprattutto le scuole superiori. I rappresentanti degli studenti vorrebbero eliminare la bocciatura, considerando che, spesso, si sono registrate gravi difficoltà nelle connessioni, oltre allo stress psicologico.

Tra le varie proposte anche quella degli scrutini ad ottobre

Tra i dirigenti scolastici, c’è chi ha proposto addirittura uno scrutinio ad ottobre: dopo un paio di mesi di recupero, si potrebbe decidere chi potrà passare e chi no. Viene sottolineata, inoltre, la grande differenza tra una valutazione dello studente in classe e quella da doversi effettuare ‘a distanza’.

Docenti e dirigenti scolastici temono, a questo punto, l’avvio di numerosi ricorsi al Tar contro le bocciature. Il ministro Patrizio Bianchi sarà chiamato a decidere in merito ai criteri per la promozione: secondo quanto previsto da una normativa introdotta lo scorso mese di dicembre, non sarà più necessaria una legge, bensì una semplice ordinanza.