Maddalena Gissi
Scuola, docenti in cattedra a settembre 2021: ma come? (INTERVISTA a M. Gissi)

La scuola potrà avere tutti i docenti in cattedra a settembre 2021? E’ la terza delle domande che abbiamo posto a Maddalena Gissi (Cisl scuola), dopo quella legata alla questione della mobilità e del vincolo quinquennale e quella sul reclutamento. Lei ci ha illustrato la soluzione migliore, dal suo punto di vista.

Maddalena Gissi (Cisl scuola) e le prospettive per settembre

A Maddalena Gissi abbiamo chiesto:

Il ministro Bianchi, più volte, ha ribadito la necessità di avere tutte le cattedre coperte a settembre. Quale potrebbe essere la soluzione più opportuna?

R: “Che sia urgente lavorare perché già al primo di settembre le scuole possano essere pienamente operative lo sto ripetendo da mesi. Lo chiedevo già quando, l’inverno scorso, ci si attardava in polemiche sulla data di un ritorno alle attività in presenza che infatti è avvenuto solo in minima parte, perché la questione vera non era in quale data riaprire, ma quali condizioni approntare per garantire quanto più possibile lo svolgimento in sicurezza delle attività.

Sotto questo aspetto la speranza di tutti è che a settembre la morsa dell’emergenza si sia attenuata e che la situazione generale sia nettamente migliorata, ciò nonostante non va abbassata la guardia e si deve fare il possibile perché le scuole possano disporre di tutto ciò che serve per programmare e gestire in sicurezza la loro attività: spazi, dispositivi, adeguato supporto per le esigenze di carattere igienico sanitario”.

Come avere tutti i docenti in cattedra il 1° settembre?

Maddalena Gissi continua: “A monte (di quanto detto sopra, ndr), tutto il personale necessario, il che vuol dire aver completato per il 1° settembre tutte le operazioni di copertura dei posti in organico.

Per fare questo, sarebbe opportuno anticipare i tempi di svolgimento delle operazioni riguardanti il personale: trasferimenti e passaggi, assunzioni in ruolo, supplenze per l’intero anno. L’obiettivo cui dare assoluta priorità dev’essere questo.

Per settimane si è polemizzato su ipotesi di prolungare a fine giugno (più o meno un paio di settimane) le attività scolastiche, recuperando così il cosiddetto “tempo perso” a causa delle chiusure. Il vero problema non sono quelle due settimane, ma i due mesi che, come purtroppo sta capitando da tempo, perdiamo in avvio di ogni anno, con le classi che rimangano scoperte fino all’autunno inoltrato. Non possiamo assolutamente permetterci, quest’anno, che ciò si ripeta”.