Ancodis verso il Sindacato dei collaboratori del Ds e figure di sistema
Ancodis verso il Sindacato dei collaboratori del Ds e figure di sistema

Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa inviatoci da Ancodis.

‘Violenze’ contro la scuola: dall’indignazione sociale all’indifferenza culturale

Gentile Direttore,
ho letto la lettera della Dirigente Scolastica Daniela Crimi su Repubblica Palermo di ieri con la quale denuncia pubblicamente le incursioni vandaliche subite dalla sua scuola nel weekend pasquale.

Alla DS e a tutta la comunità scolastica del Liceo linguistico Cassarà di Palermo esprimo solidarietà e vicinanza per i gravi fatti.

Nella lettera emergono un umano sconforto e una sofferta constatazione: il senso di abbandono che si prova ancora di più in una comunità cittadina fortemente provata dalla crisi sociale e sanitaria della pandemia unito al silenzio delle donne e uomini di cultura e delle Istituzioni di questa città.

Vogliamo dirlo senza indugi? La scuola italiana è stata abbandonata perché si è perso il senso della sua importanza sociale e culturale!

Non posso non rilevare come in questo ultimo ventennio l’Istituzione Scolastica è stata

indebolita da attacchi (fuoco amico!) fondati su volgari pregiudizi che hanno scardinato il ruolo

educativo e formativo proprio di una comunità scolastica.

E gli attacchi perpetrati da delinquenti privi di ogni sensibilità che si ripetono nel tempo hanno messo ancora più in ginocchio la nostra martoriata scuola italiana.

Ricordo che in questo ultimo decennio tanti casi di violenza contro gli operatori scolastici e i beni materiali hanno segnato da nord a sud e dal centro alle periferie le nostre comunità scolastiche.

Che fare oggi? Rappresentanti delle Istituzioni, operatori e associazioni culturali, comunità scolastiche, svegliamoci e osiamo!

Osiamo urlare dalla nostra comoda condizione sociale tutta la nostra rabbia: togliere un solo euro, un computer, uno strumento, sfregiare una scuola significa negare una prospettiva di crescita umana e culturale ai nostri figli, al loro futuro soprattutto nei tanti, oggi troppi, territori “meno fortunati”.

Osiamo scommettere sulla possibilità di suscitare una forte indignazione nelle comunità scolastiche e nei quartieri: tutti in campo a viso aperto e schiena dritta a denunciare una intollerabile violenza non contro la scuola ma contro i nostri figli ai quali si vuole negare come disse Pietro Calamandrei ”una scuola del carattere, formatrice di coscienze, formatrice di persone oneste e leali”.

Osiamo rigenerare un patto etico, educativo, culturale e sociale per fare comprendere che lo STATO che deve difenderci ha il volto di ciascuno di NOI e che a ciascuno di noi è dato l’arduo compito non solo di suscitare tempestiva indignazione sociale ma di fare acquisire la consapevolezza che ogni cosa sottratta alla scuola è tolta ai nostri figli, che ogni azione violenta contro la scuola è un oltraggio morale alla nostra comunità, che l’indifferenza di tanti deve essere sconfitta con la passione e la determinazione di tutti noi!

Non possiamo più aspettare: si rischia una deriva sociale che toglie dignità e sottrae autorevolezza alle istituzioni scolastiche, favorisce il misconoscimento del valore educativo del sistema scolastico italiano, rende assuefatti nella convinzione di un immodificabile destino.

Dobbiamo, tutti insieme, alzare un argine alla crescente sensazione di insicurezza e pretendere un segnale di massima attenzione a livello istituzionale e politico.

A noi l’arduo compito di osare…

Si incominci, per esempio, con un segno forte e indelebile nel calendario scolastico: si istituisca la GIORNATA NAZIONALE A DIFESA DELLA SCUOLA da ogni attacco violento e nelle diverse forme ad opera di criminali privi di ogni scrupolo etico e morale.

“Noi crediamo che qui si piantano le querce” chiude la sua lettera la Dott.ssa Daniela Crimi. Aggiungo che le nostre alunne e i nostri alunni sono semi che dobbiamo fare sbocciare per colorare e profumare il futuro delle nostre città e della nostra Italia.

Alle Istituzioni, alle OO.SS., alle Associazioni di categoria, a tutti noi il compito di preparare e coltivare il fertile terreno!

Prof. Rosolino Cicero

Presidente ANCODIS