Bonus 500 euro carta del docente
Bonus 500 euro carta del docente

Il bonus da 500 euro, o card docenti, sarà finalmente esteso a docenti precari e Personale ATA? Lo abbiamo chiesto a Marcello Pacifico, Presidente di Anief, da sempre in lotta per questo diritto.

Bonus da 500 euro, un passo in avanti

L’estensione del bonus da 500 euro a docenti precari e ATA è un argomento di cui si parla spesso. Anief, per esempio, presenta un emendamento sulla questione ogni volta che può. Lo ha fatto anche di recente, al Decreto Sostegni, insieme ad altre proposte a favore dei precari.

Ma ciò che fa finalmente ben sperare, è la posizione sull’argomento assunta dal sottosegretario all’Istruzione Sasso nei giorni scorsi. Rossano Sasso ha dichiarato:

Non è più tollerabile che gli insegnanti precari delle scuole italiane siano esclusi dalla platea di beneficiari della Carta del Docente, il contributo di 500 euro all’anno a disposizione per l’acquisto di libri, supporti informatici, corsi di formazione, materiale e attività per l’aggiornamento professionale. Ho avuto una fruttuosa interlocuzione con il collega e amico Claudio Durigon, sottosegretario al ministero dell’Economia e delle Finanze, che sul tema ha dimostrato interesse e sensibilità. Siamo dunque al lavoro per porre rimedio a questo stato di cose“.

Pacifico: ‘alle parole devono seguire i fatti’

Si può dunque sperare che la card docenti sia estesa ai precari e agli ATA? Lo abbiamo chiesto questa mattina per telefono al presidente Pacifico.

D: Presidente Pacifico, da sempre lei chiede l’estensione della card docenti a precari e Personale ATA. Adesso che anche il sottosegretario Sasso si è espresso a favore, Anief si aspetta che qualcosa si muova in questa direzione a breve?

Il Presidente Anief ci ha risposto: “Lo abbiamo chiesto nelle aule dei tribunali e parlamentari. Finalmente anche la politica si accorge dell’evidente disparità che ha, e pure delle ricadute sul corretto utilizzo della didattica digitale integrata o a distanza e nello svolgimento del lavoro agile, da remoto. Ora speriamo: alle parole devono seguire i fatti“.