Riapertura scuole
Rientro a scuola in presenza dal 26 aprile, come e con quali misure?

Riapertura scuola, il Presidente del Consiglio Mario Draghi, come noto, ha annunciato il ritorno in presenza per tutti gli studenti delle Regioni collocate in zona arancione e gialla, scuole superiori comprese. Per le zone rosse, invece, il rientro in presenza è previsto per tutti gli studenti fino alla terza media: quelli delle superiori proseguiranno, per ora, con la DAD dal 50 al 75 per cento. Ricordiamo che le Regioni attualmente collocate in zona rossa sono soltanto 3, ovvero la Valle D’Aosta, la Puglia e la Sardegna.

Riapertura scuole dal 26 aprile: tutti in presenza nelle zone gialle e arancioni

Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha espresso la propria soddisfazione per la promessa mantenuta dal premier Draghi: ‘Con la scelta di oggi mandiamo un messaggio di speranza e di responsabilità. Dobbiamo progressivamente tornare a una nuova normalità e dobbiamo farlo a partire dalla scuola. Nei prossimi giorni lavoreremo con i nostri Uffici territoriali, gli Enti locali, le scuole, i tavoli prefettizi’. 

Azzolina: ‘Sono davvero contenta ma sui tamponi c’è da fare di più’

‘Sono davvero contenta – ha scritto l’ex ministra Azzolina – che studentesse e studenti possano tornare in classe al 100%, almeno in zona gialla e arancione. Le scuole riapriranno così come avevano chiuso, cioè alle stesse condizioni precedenti. Un riconoscimento indiretto per tutto il lavoro fatto nei mesi scorsi. Sui tamponi però c’è da fare di più: è importante che da qui al 26 si realizzino i passi in avanti promessi, il tempo per potenziare il tracciamento in questi mesi c’è stato (risale a dicembre scorso l’impegno firmato da tutte le Regioni).’

Il nodo dei trasporti

Il mondo della scuola, comunque, ha accolto la decisione del governo in modo ‘tiepido’, non senza preoccupazioni per ciò che potrebbe succedere nelle prossime settimane. Il presidente ANP, Antonello Giannelli, parla di ‘indubbio valore simbolico’ riferendosi al via libera decretato dal governo Draghi ma, nello stesso tempo, chiede al premier di ‘prendere in considerazione il trasporto pubblico e di risolvere la questione dello screening con i tamponi rapidi.’

A proposito del tema delicato riguardante i trasporti, Draghi ha sottolineato i 390 milioni già stanziati e come il limite di capienza al 50 per cento sui mezzi di trasporto venga confermato: ‘C’è ancora una parte dei fondi che deve essere spesa – ha dichiarato il capo dell’esecutivo – poi sentiremo le iniziative delle Regioni. 

Le regole restano le stesse, incognita tamponi e tracciamento

I prefetti provvederanno a convocare nuovamente i tavoli per la scuola anche se non mancano le perplessità: al momento risulta vaccinato il 73 per cento dei docenti. Non si può mettere in secondo piano la questione della mancanza di aule, soprattutto nelle scuole superiori, un problema che si ripresenterà puntualmente a settembre. 

Le regole, per il momento, non cambiano: vale il protocollo approvato lo scorso agosto con le misure che conosciamo bene come il distanziamento di almeno un metro, l’uso delle mascherine, il lavaggio frequente delle mani e la loro igienizzazione, aerazione tra una lezione e l’altra. Per quanto concerne la questione dei tamponi e del tracciamento, non sono previsti obblighi anche se sono in atto alcune sperimentazioni.