Riapertura scuola, CdM approva Decreto Covid: la presenza sarà garantita così
Riapertura scuola, CdM approva Decreto Covid: la presenza sarà garantita così

Riapertura scuole dal prossimo 26 aprile, il premier Draghi non intende arretrare sulla scuola, nonostante le preoccupazioni espresse da governatori, sindacati e presidi. Il governo, come sottolinea il quotidiano ‘Repubblica’ di oggi, lunedì 19 aprile 2021, starebbe approntando un piano che tenterà di ammortizzare i rischi del ritorno in classe in presenza.

Rientro in classe dal 26 aprile, il piano del governo

Il piano sarà presentato entro metà di questa settimana alle Regioni: l’intenzione dell’esecutivo Draghi sarebbe quella di prevedere ingressi in fasce orarie diverse, test a tappeto e scrutini anticipati al primo giugno. 

Draghi ha parlato di ‘rischio ragionato’ in merito alla riapertura delle diverse attività. La scuola, però, rappresenta la vera e propria incognita, un rischio che non può che andare oltre la ragione ma di cui il premier intende assumersi la responsabilità in prima persona.

Al piano stanno lavorando tutti i ministri interessati, partendo ovviamente dal ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, oltre a Mariastella Gelmini, Roberto Speranza ed Enrico Giovannini, quest’ultimo in merito al nodo relativo ai trasporti. 

Le novità in arrivo

Si prevedono, dunque, ingressi scaglionati ma non con doppi turni, mattina e pomeriggio: la proposta sarebbe quella di fasce orarie differenti tra le 8 e le 10 (o le 11) del mattino, ancora non si sa se per le sole scuole superiori o per tutti. La regola dovrebbe valere per l’intero territorio nazionale anche se le realtà, nei vari territori, come sappiamo, sono evidentemente molto differenti l’una dall’altra.

Il nodo più difficile da sciogliere resta quello dei trasporti, anche perché la fascia d’età delle superiori è quella che maggiormente sfrutta i mezzi pubblici per recarsi a scuola. Ed ecco perché il governo vorrebbe scaglionare gli ingressi, proprio per ridurre la pressione sui trasporti. 

Inoltre, l’esecutivo Draghi ha intenzione di mettere in atto un piano di tamponi a campione, con l’obiettivo di testare il contagio tra i banchi. L’altro obiettivo, poi, sarà quello di anticipare gli scrutini al 1° giugno. Le lezioni, per i ragazzi, si ridurrebbero così a cinque settimane piene: per l’anticipo di una settimana degli scrutini, è attesa a breve l’ordinanza del Ministero dell’Istruzione.