Assunzioni precari e organico Covid, ultime notizie al 6 luglio
Assunzioni precari e organico Covid, ultime notizie al 6 luglio

Stabilizzazione docenti, la copertura totale delle cattedre a settembre resta uno dei principali obiettivi del ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, il quale, però, ha ribadito di non voler fare ‘sanatorie’ in quanto è ‘offensivo‘. In quale direzione, dunque, si sta andando?

Bianchi lo ha lasciato intendere chiaramente parlando di ‘operazione di sintesi politica’ che riesca a mettere d’accordo chi difende i precari ‘storici’ e chi, invece, difende i giovani neolaureati. Il ministro, però, è stato chiaro: lui non prenderà alcuna decisione in merito, ecco perché il numero uno del dicastero di Viale Trastevere si è rivolto al Parlamento perché si arrivi ad una soluzione equa e giusta.

Stabilizzazione docenti, la ‘patata bollente’ passa nelle mani del Parlamento

Un’impresa assolutamente non facile, quella del Parlamento, considerando anche e soprattutto i tempi estremamente stretti. I numeri, però, sono ampiamente dalla parte del partito ‘pro sanatoria’, anche se il termine piace davvero poco, risulta, diciamolo chiaramente, offensivo. Dalla Lega a Liberi e Uguali, passando per il Partito democratico, la direzione intrapresa è quella: se si tiene presente quanto accaduto lo scorso anno (25mila immissioni in ruolo su 85mila cattedre autorizzate dal Mef), non si vuole arrivare ad un nuovo record di supplenze, considerando anche i pensionamenti maturati nel frattempo.

Reclutamento docenti precari, il ministro Bianchi invoca ‘operazione di sintesi politica’

Contro l’ipotesi ‘sanatoria non-sanatoria‘ è rimasto solamente il Movimento 5 Stelle (e nemmeno tutto). Ora bisognerà trovare una soluzione che, come ha ribadito il ministro Bianchi, possa risultare equa e giusta. Una delle ipotesi più probabili è quella di un contratto a tempo determinato annuale con una verifica finale, come chiesto dallo stesso ministro, in quanto non tutti per il solo fatto di essersi trovati in questa condizione di precarietà ‘esprimono la stessa capacità e la stessa passione’. 

E i neolaureati? La soluzione sarebbe il concorso ordinario che, come sottolinea il senatore Verducci, ‘va bandito al più presto’, magari con un aumento nel numero di posti da bandire. Il nodo più complicato da sciogliere è quello riguardante i docenti che non sono riusciti a superare il concorso straordinario e che, di fatto, come i colleghi vincitori, avrebbero la possibilità di salire ugualmente in cattedra.