pensione anticipata
Quando conviene la pensione anticipata con 20 anni di contributi

All’interno del sistema previdenziale italiano esistono alcuni casi in cui è possibile accedere alla pensione anticipata con 20 anni di contributi. Ad ogni modo, al di là delle categorie di lavoratori interessate, occorre comprendere quando questa strada per l’uscita anticipata sia realmente conveniente. Ecco cosa bisogna considerare.

Chi può accedere alla pensione anticipata con 20 anni di contributi

Per accedere alla pensione anticipata contributiva bisogna, innanzitutto, avere 64 anni di età e almeno 20 anni di contributi versati con il sistema contributivo puro.

È, inoltre, necessario che:

  • al lavoratore in questione non risultino contributi versati prima del 1996;
  • il lavoratore sia in possesso di contribuzione alla data del 31 dicembre 1995, optando però per il conteggio presso la gestione separata;
  • il trattamento sia pari o superiore a 2,8 volte il valore dell’importo dell’assegno sociale Inps, vale a dire circa 460 euro mensili per il 2021.

Esistono, poi, altri casi in cui è possibile uscire dal mondo del lavoro con 20 anni di contributi. Per esempio, con la pensione anticipata per invalidità, l’isopensione, la rendita integrativa anticipata (RITA) e in presenza di determinate condizioni di disoccupazione.

Quando conviene

Tornando alla domanda inziale: quando conviene nel concreto accedere alla pensione anticipata con 20 anni di contributi versati?

Di fatto, nel momento in cui si prende in considerazione questa ipotesi bisogna prima di tutto valutare un aspetto fondamentale.

Occorre, infatti, tenere a mente che il calcolo contributivo della pensione è decisamente meno vantaggioso rispetto a quello retributivo.

Pertanto, se si è in possesso di alcuni contributi ricadenti nel sistema retributivo è bene valutare concretamente a quanto ammonterebbe la penalizzazione sull’assegno.

Il consiglio, quindi, per poter decidere consapevolmente se optare o meno per l’uscita anticipata è quello di richiedere quanto prima una simulazione dell’importo pensionistico, in modo da conoscere con esattezza il valore della decurtazione sull’assegno.