Docenti immobilizzati, sit-in di protesta a Catania: 'Ministro Bianchi, vogliamo tornare a casa'

Docenti immobilizzati, con l’ultima tappa che si è svolta ieri a Catania, è terminata la ‘tre giorni’ per il diritto alla mobilità. Una rappresentanza dei docenti immobilizzati è stata ricevuta dal vice prefetto di Catania. Era presente al presidio la senatrice Tiziana Drago.

Docenti Immobilizzati, ultima tappa della ‘tre giorni’ a Catania

Il sit in di protesta che si è svolto in via Etnea, a Catania, è stato organizzato dal Coordinamento nazionale docenti abilitati (Cnda) e dal Coordinamento nazionale docenti immobilizzati i quali chiedono al ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, di risolvere il nodo legato ai docenti rimasti bloccati fuori regione e provincia.

Riportiamo qui sotto un video testimonianza della partecipazione alla ‘tre giorni’ indetta dai docenti immobilizzati:

Il professor Salvatore Cascone, in rappresentanza dei docenti immobilizzati, ha riferito: ‘Io e la collega Luana Scalia siamo stati ricevuti dal vice prefetto Dottoressa Latino, alla quale abbiamo prospettato la nostra situazione. Abbiamo altresì consegnato una lettera. Il vice prefetto ha compreso la nostra situazione e trasmetterà copia della lettera al ministero della Pubblica Istruzione. Una copia è stata consegnata anche alla senatrice Drago’.

‘Parlo a nome di tutti quegli insegnanti che producono istanza di mobilità territoriale interprovinciale, ma che ogni anno rimane inevasa per una serie di circostanze note a tutti coloro che siedono oggi a questo tavolo mediatico- ha dichiarato la professoressa Doriana D’Elia, presidente del Coordinamento Nazionale Docenti Immobilizzati- . Ebbene, siamo i cosiddetti Docenti Immobilizzati, insegnanti ormai stanchi dalle risoluzioni trasversali alla nostra questione quali tempo pieno al sud, che poi si traduce in una tantum di mille posti, sufficienti solo a ridurre la contrazione organica in aumento; stanchi degli slogan mediatici del dimezzamento delle classi pollaio, tra l’altro soluzione fondamentale in questo momento pandemico, ma vivendo la scuola dall’interno vediamo ritornare gli organici invariati se non addirittura in deficit; stanchi, persino, dell’eccessivo ricorso delle precedenze per accaparrarsi il trasferimento, con la copertura totale dei posti per decenni in alcune province da parte delle nuove leve, abbiamo tra le file dei docenti immobilizzati insegnati con 247 punti beffati dalla chilometrica declinazione delle precedenze; stanchi, ancora ed anche, di veder discrepanze inaudite tra l’organico di diritto e i posti in deroga per il sostegno, che in alcune regioni meridionali toccano le oltre 10.000 cattedre in deroga (ripeto per regione e in regioni meridionali, quindi non ci dite che i posti al Sud mancano, non ditelo a noi, docenti Immobilizzati, veterani della scuola), migliaia di cattedre a fronte di poche centinaia di cattedre in trasferimento.’

‘È dal 2008 – prosegue Doriana D’Elia – che assistiamo ad un progressivo ridimensionamento dei diritti del dipendente lavoratore in situazione di fuori sede, un fenomeno che non si arresta, ma che si aggrava sia per numero, che per difficoltà derivanti appunto da questo stato pandemico. Negli incontri avuti con quasi tutti i rappresentanti sindacali oggi presenti- conclude la rappresentante dei Docenti Immobilizzati, Doriana D’Elia – tutti si sono detti d’accordo sull’ingiustizia della nostra situazione, ma in realtà non sono state fatte richieste concrete per il nostro rientro. Dati i numerosi slogan inapplicati crediamo ormai che l’unica soluzione fattibile, concreta e a costo zero, sia il superamento delle aliquote che determinano la nostra immobilizzazione e rallentano le assunzioni. Perché ripartire, quando può esser data la totalità dei posti sia alla mobilità che alle assunzioni? Perché bloccare, piuttosto che rendere agile e fruibile a tutti il lavoro e l’ottimizzazione della sede?’

A questo proposito, riportiamo la presa di posizione di Uil Scuola che ha espresso la propria solidarietà e il proprio supporto alla mobilitazione indetta dai docenti immobilizzati. La mobilità è materia che va lasciata alla contrattazione, questa la posizione assunta dalla Uil Scuola.
In una nota si legge: ‘Abbiamo già verificato come strumenti rigidi, come la legge, possono avere nel tempo effetti sbagliati: è il caso del vincolo quinquennale oggi anacronistico. La UIL vuole fare un Patto per l’istruzione. Non un protocollo, deciso in solitudine ma un patto frutto di una mediazione, di uno scambio. In questo patto dovrà trovare spazio, l’eliminazione del vincolo.’