Scrutini 2021: in videoconferenza o in presenza?
Scrutini 2021: in videoconferenza o in presenza?

Il Covid-19 continua a influenzare il regolare andamento scolastico e, di conseguenza, il lavoro dei docenti. Riunioni (consigli, collegi) e scrutini proseguiranno in modalità telematica fino al 31 luglio. Da ricordare, comunque, come le attività didattiche di quasi tutti gli studenti italiani (in particolare quelli delle superiori) continuerà ora in presenza, grazie al decreto legge 22 aprile 2021 n. 5. Tuttavia, il decreto in questione prevede anche la proroga di allerta dell’emergenza sanitaria fino alla fine di luglio. In questo articolo parleremo, inoltre, delle osservazioni di Andrea Gavosto riguardo il reclutamento insegnanti.

Collegi e riunioni in videoconferenza

L’articolo 73 del decreto legge 18/20 (ci si riferisce in particolare all’articolo 2-bis) prevede come le sedute collegiali riguardanti le scuole di ogni ordine e grado potranno svolgersi regolarmente in modalità telematica, anche presso le realtà in cui tale eventualità non sia stata prevista  negli atti regolamentari interni previsti dall’articolo 40 del testo unico della scuola (DLgs 297/94). Consentita inoltre la possibilità di effettuare in videoconferenza le sedute collegiali riguardanti il Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione. Le disposizioni poc’anzi menzionate sono prorogate fino alla data di cessazione dello stato di emergenza sanitaria causata dalla pandemia da Covid-19.

Reclutamento docenti: il punto di Gavosto

Il direttore della fondazione Agnelli Andra Gavosto ha proposto un suo intervento su Repubblica. Riferendosi al Recovery Plan, alla scuola e al reclutamento dei docenti, ha fatto notare come i migliori siano meritevoli dell’immissione in ruolo. Gavosto sembrerebbe quindi auspicare al concorso ordinario bandito durante il mandato di Lucia Azzolina al ministero dell’Istruzione. Secondo il direttore della fondazione Agnelli una “nuova ingente stabilizzazione di precari, inoltre, limiterebbe per molti anni l’accesso ai futuri neolaureati. Bianchi ha aggiunto di volere rinnovare reclutamento e formazione dei docenti, puntando soprattutto sulla qualità della formazione didattica. È un impegno che va nella direzione di costruire la qualità d’insegnamento necessaria allo straordinario sforzo dei prossimi anni”.

Se si agisse in tal modo difficilmente si potranno avere “a settembre tutti i docenti in cattedra già dal primo giorno di scuola. Esclusa giustamente la sanatoria, non lo si potrà infatti conseguire, a meno di una miracolosa accelerazione nell’assegnazione delle cattedre, da sempre però frenata dalla giungla normativa e dal cronico fenomeno delle migliaia di ricorsi“. Per Andrea Gavosto le cattedre vuote a settembre sarebbero un male minore se l’alternativa è quella di “rinunciare in futuro ad assumere i migliori docenti”.