Rossano Sasso
Stabilizzazione precari, Sasso su emendamento 59.46: 'chi li vuole penalizzare?'

In questo momento di incertezze per il reclutamento e i precari, abbiamo rivolto alcune domande all’onorevole Rossano Sasso, Sottosegretario all’Istruzione. Con lui abbiamo parlato di precari storici e delle probabilità di avere tutti i docenti in cattedra a settembre.

Intervista a Rossano Sasso: reclutamento e precari storici

Le prime due domande che abbiamo posto all’Onorevole Sasso, riguardano la riforma del reclutamento e la stabilizzazione dei precari storici.

Onorevole Sasso, c’è molta confusione sulla cosiddetta riforma del reclutamento. Al Ministero, quale strada si pensa di seguire?

“Al di là delle fughe in avanti da parte di qualcuno, credo che la strada maestra per un Governo di unità nazionale sia quella di una sintesi politica il più possibile chiara, giusta ed efficace. Non si tratta di piantare bandierine di partito o di rivendicare successi personali: in gioco ci sono il futuro di migliaia di lavoratori e la ripartenza regolare dell’anno scolastico. Rivolgo ancora una volta un appello alla coesione e contro i furori ideologici”.

C’è l’intenzione di stabilizzare i precari con oltre 36 mesi di servizio? Se sì, come?

“Bisogna ricordare che l’Italia ha avuto diverse procedure di infrazione da parte dell’Unione europea per l’abuso di reiterazione dei contratti a tempo determinato nella scuola. Quindi siamo di fronte a una situazione che non può essere più riproposta.

Tra l’altro parliamo di insegnanti che in questi anni hanno permesso il regolare svolgimento delle lezioni e che sono stati a tutti gli effetti parte della quotidianità dei nostri figli: c’è chi vorrebbe letteralmente cancellarli con un colpo di spugna, magari dopo dieci o quindici anni di precariato. Una follia. Tempo per organizzare e portare a conclusione un concorso per centinaia di migliaia di persone evidentemente non c’è.

Quello che la Lega sostiene è che, per chi ha almeno tre anni di servizio, si proceda con una stabilizzazione per titoli e servizi, periodo di prova e formazione obbligatoria e valutazione finale. Si tratta dell’unica soluzione possibile e, a mio parere, di quella più giusta”.

Docenti in cattedra il primo settembre: ci sono speranze?

La nostra ultima domanda a Rossano Sasso è sulle probabilità di avere i docenti in cattedra il primo settembre, come affermato da Draghi.

In sintesi, ce la faremo ad avere tutti i docenti in cattedra il primo settembre?

“L’obiettivo deve essere quello, come ha ribadito più volte dallo stesso presidente Mario Draghi. Di certo bisogna mettersi a correre e per farlo è necessario abbandonare qualsiasi velleità ideologica per un approccio più pragmatico e operativo.

Noi ci siamo e ci saremo sempre per metterci intorno a un tavolo in modo costruttivo e trovare le soluzioni migliori. Solo non vorrei che qualcuno avesse scambiato per arrendevolezza la disponibilità al confronto della Lega. Sarebbe di gran lunga fuori strada”.