Piano scuola estate, i docenti non ci stanno: 'Proposta inaccettabile'

Il piano scuola estate 2021 lanciato dal Ministero dell’Istruzione si articolerà in 3 fasi, da giugno a settembre: l’obiettivo, come ribadito nel comunicato diffuso dal dicastero di Viale Trastevere, sarebbe quello di ‘consentire a studentesse e studenti di recuperare socialità e rafforzare gli apprendimenti, usufruendo di laboratori per il potenziamento delle competenze, di attività educative incentrate su musica, arte, sport, digitale, percorsi sulla legalità e sulla sostenibilità, sulla tutela ambientale.’

Sui social si è acceso il dibattito e una larga fetta di docenti si è detta contraria all’iniziativa.

Piano estate 2021, la reazione dei docenti: ‘Non siamo fancaz…., non siamo macchine’

L’invito è quello a non dare la propria disponibilità a questa proposta che arriva dopo un anno scolastico ancora più faticoso dei precedenti, visto che, tra Covid e didattica a distanza, il livello di stress è notevolmente aumentato.

I docenti, da quanto si legge sui social, sono stufi di essere considerati dei ‘fanca….sti’, sottolineando come dopo un anno di scuola, sono stanchi non solo i docenti, ma anche gli studenti, sono stanchi tutti. Si sottolinea come le parole ‘scuola’ ed ‘estate’ nella stessa frase facciano semplicemente rabbrividire. Con la stanchezza, non può esserci vero apprendimento: gli studenti sono stanchi, stanchi soprattutto di vedere i loro insegnanti

Gli insegnanti protestano: ‘La scuola non è un centro estivo, né un parcheggio per i figli’

Si tratta di una proposta, secondo quanto viene riportato sui social, avrebbe solamente lo scopo di fare propaganda per eliminare gli ormai celeberrimi ‘tre mesi di vacanza‘ che, puntualmente, vengono accostati alla categoria dei docenti. ‘Non siamo macchine’ – si legge – perché per fare bene il proprio mestiere, bisogna anche ricaricarsi e di staccare per un po’. Altro che rischio burn-out, tutti finirebbero per impazzire sul serio. 

Non è una questione di recupero della socialità, come afferma il ministro, perché i ragazzi sanno socializzare benissimo anche in estate: semmai, bisogna ricordarsi che la scuola non è un ‘villaggio vacanze’, non è un luogo dove ‘parcheggiare’ i propri figli perché non sanno a chi affidarli. 

Il messaggio lanciato dai docenti sui social è chiaro: ‘estate’ e ‘scuola’ sono due parole che non vanno d’accordo.