Lettera aperta docenti scuola paritaria AGIDAE ai parlamentari della VII Commissione permanente

Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviataci da un nostro gentilissimo lettore.

Come assumere i precari storici senza nessuna sanatoria

Gentili colleghi,
mi chiamo Salvatore Sottile, sono un insegnante precario con 7 anni di insegnamento nelle scuole statali e vorrei fare una possibile e pragmatica proposta al al fine di assumere i precari storici senza nessuna sanatoria.

Facendo riferimento all’attuale concorso straordinario ove i risultati sono ancora in via di restituzione, basterebbe eliminare, la ”barriera” del voto di 56/80’esimi, e, a scalare, i posti attuali disponibili, che quindi sarebbero tutti coperti. Non sarebbe una sanatoria ma frutto di una revisione del minimo punteggio al fine di inserire tramite un regolare concorso dei professionisti la cui idoneità professionale è più che collaudata; in quanto, come tutti sappiamo, la scuola non ha bisogno di accademici universitari, ma di competenze e conoscenze che si esprimono sapendo adottare le più idonee metodologie didattiche; preparazione che si acquisisce molto più sul campo di lavoro che sui libri al fine solo di rispondere a test o domande aperte.
Quindi almeno il numero di quei posti previsti sarebbero coperti, per cominciare, visto che l’attuale procedura si sta dimostrando inefficiente inutile e offensiva, in quanto sta facendo saltare circa il 60% dei posti disponibili.

Vorrei inoltre aggiungere, che in ogni tipo di amministrazione pubblica, i posti disponibili vengono sempre coperti. È incomprensibile il fatto che nella scuola pubblica, invece, da anni, i concorsi non portano mai alla piena copertura dei posti, e non credo sia dovuto a un deficit di preparazione di migliaia di colleghi. Occorre prendere atto che la struttura dei concorsi scolastici, in genere, andrebbe completamente ripensata; anche per allinearsi maggiormente con il resto dei Paesi della Comunità Europea ( L’Italia presenta un iter per arrivare all’abitazione e al ruolo, tra i più esigenti del mondo; e non mi risulta affatto che gli insegnanti degli altri stati comunitari, od extracomunitari, siano meno preparati e più mediocri rispetto i colleghi italiani)
Grazie.
Cordialmente
Salvatore Sottile