pensione anticipata
Le vie d'uscita per la pensione anticipata senza Quota 100

Pensione anticipata senza Quota 100: quali sono tutte le ipotesi possibili per uscire qualche anno prima dal mondo del lavoro a partire dal 2022. Cosa c’è da sapere a riguardo.

Pensione anticipata: la scadenza di Quota 100

La scadenza di Quota 100 alla fine del 2021 porta con sé il ‘ritorno’ alla cosiddetta Legge Fornero e, quindi, al tanto temuto scalone di 5 anni. Ciò significa, di fatto, che la soglia minima per l’età pensionabile passerà di nuovo da 62 a 67 anni di età.

Tuttavia, non bisogna dimenticare che almeno fino al 2026 resteranno ancora attive delle altre misure di anticipo pensionistico, tra cui:

  • la pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 mesi per le donne);
  • Quota 41 per i lavoratori precoci;
  • l’isopensione e i contratti di espansione che permettono un anticipo rispettivamente di 4 e 5 anni sulla pensione di vecchiaia;
  • Opzione donna che sarà probabilmente prorogata fino al 2023;
  • l’Ape sociale per disoccupati, caregivers e invalidi almeno al 74% (una misura anch’essa in attesa di una possibile riconferma);
  • il pensionamento a 63 anni di età e 36 anni di contributi per i cosiddetti lavoratori gravosi.

In conclusione…

Come riportato quindi dal Corriere della Sera, anche dopo la scadenza di Quota 100 sarà possibile anticipare l’età pensionabile attraverso una serie di misure minori.

Bisogna, inoltre, tenere presente che il timore per il cosiddetto scalone risulta pressoché infondato se si considera che nel 2020 i lavoratori che hanno aderito a Quota 100 si aggirano di fatto intorno ai 12 mila.

Sono, invece, 177 mila coloro che hanno usufruito della pensione anticipata, circa 55 mila quelli tra Opzione donna, Ape sociale e Quota 41 e, infine, diverse migliaia i beneficiari di contratti di espansione, fondi esubero e isopensione.

C’è comunque da dire che entro la fine dell’anno restano ancora da affrontare alcune rigidità relative alla Legge Fornero come, ad esempio, quelle esistenti tra sistema misto e contributivo puro, al fine di garantire una maggiore flessibilità in uscita e maggiori tutele per le lavoratrici madri e i giovani.