Concorsi scuola: 'Semplificazioni condivisibili ma noi chiediamo altro' (INTERVISTA a F. Sinopoli - Flc-Cgil)

Concorsi ordinari scuola, nel PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) si parla di riforma reclutamento dei docenti. Ne abbiamo parlato con il segretario generale Flc-Cgil, Francesco Sinopoli.

Concorsi ordinari ‘semplificati’, Sinopoli: ‘Nel PNRR non si menziona problema precariato’

Dottor Sinopoli, La ringraziamo per la sua disponibilità. Vorremmo chiederLe una Sua opinione a proposito dei concorsi semplificati previsti nel PNRR.

Il PNRR parla di una riforma del reclutamento, con un rafforzamento dell’anno di prova e formazione e una migliore pianificazione del bisogno di insegnanti.
Non si menziona il problema del precariato e non si entra nel merito di come questa riforma dovrà essere definita.
Come FLC abbiamo invece delle idee molto chiare su cosa serve al sistema per funzionare bene:

  • – una fase transitoria finalizzata alla stabilizzazione dei precari incentrata su un percorso per titoli e formazione di un anno
  • – una riforma del reclutamento che veda la ripartenza di solidi percorsi di formazione in ingresso abilitanti cogestiti da scuola e università.

Le risorse del PNRR sulla formazione vanno finalizzate a questo, perché la formazione è un diritto che va garantito con percorsi di livello qualitativo alto e costi a carico dello Stato. La mercificazione della formazione a cui assistiamo da anni, con corsi di perfezionamento, titoli vari acquistati on line, 24 CFU e simili va bloccata: serve solo a far arricchire soggetti privati e a svuotare le tasche dei precari.

Sinopoli: ‘Semplificazioni condivisibili ma difficile scremare candidati tramite valutazione titoli’

Secondo Lei, potranno essere una soluzione equa ed opportuna per assunzioni in tempi rapidi?

Le semplificazioni concorsuali prospettate dal decreto Brunetta, (DL 44 del 1 aprile 2021) danno la possibilità di ridurre le prove scritte dei concorsi ordinari già banditi, di rendere opzionale la prova orale, di sostituire i quiz pre-selettivi con una valutazione dei titoli. Le semplificazioni sono condivisibili, la valutazione dei titoli per scremare i candidati è invece difficile da attuare: con 500 mila candidati allungherebbe il concorso anziché abbreviarlo.

Il ministero dovrà convocarci su questo, perché il vero tema è che dei 500 mila partecipanti all’ordinario solo 33 mila potranno accedere al ruolo, gli altri si sommeranno ai precari attuali, senza prospettive. Per questo la riforma che chiediamo prevede percorsi abilitanti, rivolti innanzi tutto ai precari con 3 anni di servizio, poi a tutti i neo-laureati, con meccanismi di assunzione al termine della formazione abilitante. Solo così si può eliminare il precariato.