Supplenza docenti fino al termine delle lezioni: proroga o nuovo contratto?

Supplenze fino al termine delle lezioni, ovvero sino all’ultimo giorno stabilito dal calendario regionale. Le casistiche riguardanti gli scrutini ed eventuali esami sono due, una determina la proroga del contratto, l’altra un nuovo contratto. Vediamo cosa dice la normativa in proposito.

Supplenza fino al termine delle lezioni: le diverse casistiche

Il supplente che sia effettivamente in servizio sino al termine delle lezioni ha diritto, in qualsiasi caso, al contratto per gli scrutini ed eventuali esami
L’articolo 37 del CCNL, ove l’assenza del titolare si sia prolungata per periodi non inferiori a 150 giorni, ridotti a 90 per le classi terminali e rientri in servizio dopo il 30 aprile, il supplente è mantenuto in servizio per gli scrutini e le valutazioni finali.

Quando il contratto viene prorogato

Ne deriva che il contratto debba essere prorogato sino al termine degli scrutini o degli esami del mese di giugno: tale normativa trova applicazione sia in caso di rientro del titolare dopo il 30 aprile, sia in caso di mancato rientro. Nel primo caso il titolare rientra e resta a disposizione della scuola.

Quando si ha un nuovo contratto

Qualora il supplente arrivi sino al termine delle lezioni ma non rientra nella casistica prevista dall’articolo 37 (ovvero l’assenza del titolare è inferiore a 150 giorni o 90 se classi terminali) si avrà un nuovo contratto per i giorni strettamente necessari per lo svolgimento delle operazioni di scrutinio ed eventuali esami. Nel caso in cui il docente venga nominato commissario interno per gli esami, il contratto comprenderà il periodo che va dal giorno della seduta preliminare della commissione sino all’ultimo giorno della sessione d’esame, per un numero di ore di insegnamento pari a quelle del precedente contratto.