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Pensione scuola: le vie per l'uscita agevolata in caso di invalidità

Pensione scuola: quali sono le vie per l’uscita agevolata per il personale scolastico in caso di invalidità pari o superiore al 74%? Vediamo tutte le opzioni possibili.

Pensioni scuola: attese a settembre più di 42 mila richieste

Come precedentemente anticipato, per il mese di settembre 2021 sono attesi più di 42 mila pensionamenti all’interno del comparto scolastico.

L’Inps e il Ministero dell’Istruzione hanno, di fatto, comunicato di aver evaso con esito positivo ben 42.204 domande ripartite fra corpo docente (31.873 richieste), personale ATA (9.235), insegnanti di Religione (581), dirigenti scolastici (406) e personale educativo (109).

Ciò significa, quindi, che con il prossimo anno scolastico si andranno a creare altrettanti posti liberi che favoriranno il ricambio generazionale, le operazioni di mobilità e l’immissione in ruolo del nuovo personale nelle scuole.

Le vie per l’uscita agevolata

Al di là dei dati previsti a partire da settembre, bisogna inoltre considerare le vie per l’uscita agevolata in caso di invalidità pari o superiore al 74%.

In questi casi, sono previste delle apposite misure tra cui in primis:

  • l’Ape Sociale: per i lavoratori che abbiano raggiunto 63 anni di età e una contribuzione minima di 30;
  • la Quota 41: per coloro che hanno raggiunto 41 anni di contributi, di cui almeno 12 mesi versati prima del compimento dei 19 anni di età.

Esiste, poi, una terza opzione che coincide con la pensione di inabilità lavorativa. Essa certifica, di fatto, l’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività di lavoro.

In particolare, questa misura richiede almeno 5 anni di contributi, di cui almeno 3 anni versati nel quinquennio precedente la domanda.

È chiaro, quindi, che si tratta di una forma di invalidità al 100%, non compatibile con alcuna attività lavorativa, sia subordinata che autonoma.