Riforma reclutamento precari, torna in auge il percorso FIT (con modifiche)

Riforma reclutamento docenti precari, il Partito democratico rilancia il percorso FIT, introdotto dal governo Renzi con la legge 107/2015, meglio conosciuta come Buona Scuola. Le novità sono contenute negli emendamenti al decreto Sostegni Bis presentati dal partito di Enrico Letta.

Reclutamento docenti precari, il Pd torna a parlare di percorso FIT ma con ritocchi

La responsabile scuola del Partito democratico, onorevole Manuela Ghizzoni, la deputata dem Rosa di Giorgi e il senatore Roberto Rampi hanno firmato una nota informativa in cui si torna a parlare del percorso FIT, seppure con qualche modifica.

In particolare si legge quanto segue: ‘Nel merito è necessario approvare per la scuola secondaria la riforma che, a regime, leghi direttamente la formazione iniziale dei docenti con l’accesso in ruolo, che per gli attuali docenti abilitati e specializzati il requisito di servizio sia ridotto ad una annualità e la prova conclusiva sia di carattere metodologico-didattico; che sia attivata una procedura straordinaria per i docenti supplenti che hanno già maturato 3 annualità di servizio, con valutazione comparativa e integrazione delle competenze professionali acquisite’.

Il Pd, insomma, torna a parlare di formazione e selezione, proponendo accessi programmati accompagnati da una formazione ad hoc post lauream, ridotta, però, a due anni (il percorso formativo ‘renziano’ durava tre anni). 

Proposta Pd in due step

Nella nota, infatti, si legge: ‘La nostra proposta riguarda un percorso post lauream di formazione tirocinio e immissione in ruolo per gli aspiranti docenti su posto comune. Al percorso gli/le aspiranti docenti accedono mediante concorso per un numero di posti corrispondenti al fabbisogno, ai vincitori è attivato un contratto di durata biennale, con progetto di ricerca-azione quale prova finale, ad esito positivo della quale si entra in ruolo avendo già assolto all’anno di prova’.

Secondo la proposta pieddina, come riferisce anche ‘Italia Oggi’, il primo anno (retribuito come nel FIT prima versione) prevede ‘una formazione tesa alla specializzazione delle competenze professionali associata ad attività di tirocinio diretto e indiretto, nonché di insegnamento affiancato, con la collaborazione di tutor universitari e scolastici; nel secondo anno, l’attività formativa proseguirà contestualmente all’effettivo servizio di insegnamento su posto vacante e disponibile‘.

Ora resta da vedere se ci sarà convergenza politica sulla proposta del Partito democratico, soprattutto in funzione di una sensibile riduzione del precariato e degli incarichi di supplenza.