Scuola, assistenti all'estero: 'Ministro Bianchi, si torni a riconoscimento punteggio' (INTERVISTA)
Scuola, assistenti all'estero: 'Ministro Bianchi, si torni a riconoscimento punteggio' (INTERVISTA)

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa inviatoci dall’Ufficio Stampa UIL scuola IRC.

IdR precari: c’è indifferenza da parte del Ministero dell’Istruzione?

Patrizio Bianchi ai dialoghi Italo-Francesi: “occorre un investimento massiccio per l’istruzione”, ma per i docenti di religione, che sono a costo zero, investimento dello Stato già in atto, nessuna presa di posizione.- Così, il Responsabile Nazionale UIL Scuola IRC, Giuseppe Favilla, commenta le parole del ministro Bianchi. Considerare la realtà dell’istruzione non è solo porre mano alla questione contrattuale e, nello specifico, alla risoluzione del precariato di religione, è vero, ma è altrettanto vero che la vera scuola, che la buona scuola, di renziana memoria, si fonda su buoni insegnanti; si sviluppa grazie all’investimento sulla professionalità dei docenti maturata nel corso degli anni! Un governo, o per meglio dire, un ministro che riceve una lunga lettera da parte del sindacato e non risponde adeguatamente, anzi, nel caso dei docenti di religione, non risponde affatto, ci sembra che celi alla base qualcosa di più della semplice indifferenza, traspare una volontà specifica di non dare una risposta. 


Lo scorso 18 maggio scrivevamo al Ministro Bianchi e ai presidenti delle Commissioni Istruzione della Camera e del Senato riguardo la condizione dei docenti precari e dei docenti di religione precari. Nella stessa evidenziavamo con i numeri alla mano la condizione di precariato in cui versano gli IdR e le possibili soluzioni, formulando una richiesta specifica, cioè di prevedere un Decreto Legge ad hoc per la risoluzione del precariato degli IdR. A quella lettera, come a tutte le richieste presentate anche unitariamente alle altre sigle rappresentative, nessuna risposta è giunta, come se il problema non sussistesse e come se tutto andasse bene. 

La cosa assurda in questa vicenda è che mai, come negli ultimi anni, si è avuta tanta attenzione per il precariato di religione da parte delle forze sindacali,così come da parte delle forze politiche che non hanno perso occasione per proporre emendamenti a favore della categoria. Tutte le OO.SS., sia rappresentative che non, hanno accesso un riflettore e continuano a tenerlo accesso in ogni occasione di incontro con l’Amministrazione, ultimi in ordine temporale gli incontri del 2 e 7 luglio, nei quali abbiamo ribadito la necessità di una presa di posizione da parte del Ministero. 


Oggi siamo ancora in attesa di una decisione che stenta ad arrivare per 13000 mila over 36 mesi, ad eccezione di una piccola porzione di docenti idonei del 2004 che anche quest’anno sarà assunta a tempo indeterminato dal 1 settembre. 15000 professionisti e professioniste, un esercito di persone già arruolate e pagate come i docenti di ruolo che puntualmente da oltre vent’anni prendono servizio il primo settembre ma a cui viene negata una stabilità lavorativa vera, seria e concreta: un contratto a tempo indeterminato! Ma qual è il vero motivo di tanta indifferenza da parte del Ministero? Si domanda Favilla. Il motivo sembra nascosto proprio nel non voler recepire fino in fondo il Concordato e la successiva legge 186 del 2003 che ha regolamentato l’assunzione dei docenti di religione. Lo Stato si è impegnato attraverso il Concordato a garantire l’Insegnamento dell’IRC nelle scuole di ogni ordine e grado, ma allo stesso tempo, lo stesso Stato prima emana una legge per la loro stabilizzazione e poi nega nei fatti a 15000 docenti incaricati annuali un diritto fondamentale qual è il contratto a tempo indeterminato. 


“Siamo stanchi”, conclude Favilla,” il Ministro ha il dovere morale ed istituzionale di rispondere alla nostra lettera del 18 maggio scorso; ha il dovere morale ed istituzionale di incontrare le forze sindacali e rassicurare che si sta lavorando per risolvere con un procedura ad hoc, nel rispetto della professionalità acquisita da ciascun docente, l’ignobile e cronica condizione precaria degli IdR! Vogliamo fatti e parole da parte del Ministero, fatti che vadano verso la giusta risoluzione della problematica. Il Ministro o chi per lui non abbia timore di prendere contatti anche con la Conferenza Episcopale Italiana e il Servizio Nazionale per l’IRC, di certo troverà interlocutori che rassicureranno Ministro e Governo che la scelta giusta oggi, dopo 17 anni dall’ultimo concorso, è l’assunzione attraverso una procedura straordinaria e non selettiva degli IdR. Che si formino poi graduatorie a scorrimento fino al loro totale svuotamento. Basta indifferenza, basta ingiustizia, vogliamo solo una risposta che rispetti la dignità di tutti e di ciascun docente di religione cattolica!”