Immissioni in ruolo docenti 2021, via alla ripartizione per regioni, province e cdc
Immissioni in ruolo docenti 2021, via alla ripartizione per regioni, province e cdc

Immissioni in ruolo docenti per l’anno scolastico 2021/22, sarà possibile accettare altre proposte di nomine nello stesso anno scolastico? Non dovrebbero esserci novità rispetto alle istruzioni operative dell’anno scorso. Vediamo in dettaglio.

Immissioni in ruolo docenti per l’anno scolastico 2021/22 ed accettazione altra proposta a tempo indeterminato

Secondo quanto disposto in precedenza, l’accettazione, riferita al medesimo anno, di una proposta di assunzione a tempo indeterminato su posto di sostegno o posto comune consente di accettare, per lo stesso anno scolastico, ulteriori proposte di assunzione a tempo indeterminato’ (punto A.11 istruzioni operative relative all’anno scolastico 2020/1.


Ne deriva che il docente che abbia già accettato un’altra nomina in ruolo avrà la possibilità di accettarne un’altra, a prescindere da quale provincia o graduatoria provenga la proposta successiva.
Ricordiamo che, in passato, invece, il Ministero dell’Istruzione permetteva tale possibilità solamente nel caso l’assunzione avveniva da tipologie di graduatorie diverse o in diverse province.


L’unica eccezione prevista dovrebbe essere quella riguardante i docenti vincolati alla nomina prioritaria su posto di sostegno, ovvero quegli insegnanti che hanno ottenuto il titolo di specializzazione nei corsi speciali riservati di cui all’articolo 3 del DM N. 21 del 9 febbraio 2005 oltre al personale di cui all’articolo 1, comma 2, del medesimo Decreto Ministeriale. In questo caso, i docenti non hanno a propria disposizione l’opportunità di accettare la nomina su posto comune da Graduatoria ad Esaurimento per gli insegnamenti collegati ad abilitazioni o idoneità conseguite ai sensi del sopra citato Decreto Ministeriale.


Giova, comunque, precisare che il Ministero dell’Istruzione non ha ancora pubblicato il testo definitivo delle istruzioni operative (Allegato A) anche se, in base alla bozza illustrata ai sindacati nei giorni scorsi, non dovrebbero esserci novità, in questo senso, rispetto allo scorso anno.