INVALSI 2021, le critiche della FLC-CGIL: “Errato effettuare i test in pandemia”

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In queste ore il sindacato FLC-CGIL esprime tutte le sue critiche a proposito delle prove INVALSI 2021 e dei risultati contenuti nel rapporto pubblicato pochi giorni fa.

Sbagliato effettuare i test INVALSI 2021 durante la pandemia: FLC-CGIL molto critica nei confronti del Rapporto appena pubblicato

Sinopoli ritiene assolutamente deprecabile e fuori luogo lo svolgimento dei test, alla luce della situazione pandemica attualmente in corso e durata per molti mesi.

In quasi tutti i Paesi industrializzati, negli ultimi anni, i sistemi di valutazione sono stati depotenziati o addirittura sono stati messi alla berlina; solo in Italia si prosegue a valutare la qualità dell’insegnamento, anche in situazioni del tutto contingenti come quelle che abbiamo vissuto per più di un anno.

Il giudizio della FLC-CGIL sul sistema di valutazione nazionale INVALSI è assolutamente negativo e le dichiarazioni di Sinopoli lo confermano: “fuori luogo una valutazione non adeguatamente attenta alla situazione delle scuole chiuse”.

In pratica, il segretario nazionale critica la volontà dell’Istituto di valutazione nazionale di effettuare a tutti i costi le prove cbt (anche se non utili ai fini della valutazione finale dei discenti), nonostante la chiusura forzata per un lungo periodo delle scuole causata principalmente dalla pandemia in corso.

Il sindacato di Sinopoli rivolge uno sguardo critico anche nei confronti degli organi di stampa, colpevoli di aver ingigantito i dati presenti nel rapporto INVALSI 2021. “Si tratta solo di catastrofismo, che non tiene conto invece della situazione contingente che tutto il mondo della scuola ha vissuto per più di un anno”.

Esce allo scoperto e senza freni il sindacato della scuola, il quale senza se e senza ma inizia a criticare pesantemente vari aspetti che stanno alla base del sistema di valutazione nazionale. Si critica il metodo, l’impianto e le risultanze del Rapporto, aspetti che pongono in essere solo un becero attacco alle scuole pubbliche italiane e a chi lavora all’interno di esse.

Le dure dichiarazioni di Sinopoli

In particolare, le dichiarazioni di Sinopoli sull’argomento non lasciano dubbi: “Insomma, nonostante le enormi difficoltà di questi mesi di pandemia la scuola pubblica ha retto, proprio grazie alla tenacia professionale di centinaia di migliaia di docenti, di decine di migliaia di tecnici, amministrativi collaboratori scolastici, dsga, delle famiglie e naturalmente degli studenti. E invece ecco che i risultati dell’Invalsi hanno dato fiato alle trombe di chi pregiudizialmente intende stabilire un nesso causale tra perdite di competenze degli studenti (nozioni), peggioramento della qualità della didattica (quella “frontale”, ovvio, ma senza indicazioni sulle eventuali alternative) e, ineludibilmente, inadeguatezza di un corpo docente irresponsabile, tecnologicamente impreparato e concentrato solo sulla difesa dei propri diritti (o privilegi) corporativi”.

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