Riapertura scuole
La scuola non si riapre per decreto, Nota unitaria dei sindacati

Riapertura scuola a settembre, si accende il dibattito politico a poco più di un mese e mezzo dalla ripresa delle lezioni per il nuovo anno scolastico 2021/22. La scuola è una priorità assoluta per il governo e si vuole scongiurare in tutti i modi la DAD, anche per una questione di ‘immagine’.

Il dossier scuola, questa settimana, finirà tra le mani del premier Draghi che, prima della pausa estiva, provvederà a fissare una riunione di governo per affrontare le problematiche legate al rientro a scuola in presenza e in sicurezza.

AGENDA SETTIMANALE DEL DOCENTE PER L’ANNO SCOLASTICO 2021/2022

Rientro a scuola a settembre, due i punti principali da discutere

I punti di discussione, in particolare, sarebbero due: la vaccinazione dei docenti e del personale Ata, oltre alla vaccinazione degli studenti.

Gli ultimi dati riguardanti le vaccinazioni del personale scolastico parlano di un 79 per cento dei lavoratori (docenti e personale ATA) che hanno ricevuto la monodose oppure entrambe le dosi. La percentuale di docenti e ATA che hanno ricevuto solamente la prima dose è pari all’82 per cento. I sindacati, però, hanno fatto notare che i numeri reali potrebbero discostare da questi, in quanto diverse persone potrebbero essere state vaccinate per fascia di età e non come personale scolastico.

Il commissario straordinario Francesco Figliuolo è chiaro nelle sue richieste: ‘Non vogliamo un elenco di professori non vaccinati, vogliamo solo capire quanti sono. È tutto nel rispetto della privacy’.

Il presidente della Commissione istruzione e cultura del Senato, Riccardo Nencini, va giù duro: ‘In tutto, 220.000 tra docenti e personale amministrativo non ancora vaccinato, con punte ben più alte in Sicilia, Sardegna, Bolzano. Se la scuola è una priorità, e lo è, necessita l’obbligo di vaccinazione, come per i medici. Se ci sono insegnanti non vax, vengano sostituiti. La legge lo consente’.

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Per quanto concerne gli studenti, l’obiettivo prefissato da Figliuolo è quello di avere il 60 per cento di ragazzi vaccinati entro la prima decade di settembre. “Per il benessere del bambino – ha dichiarato il commissario – è importante la scuola in presenza. Per far ciò bisogna portare a vaccinare gli insegnanti, il personale docente e non, ma anche i genitori devono portare i propri figli dai 12 anni in su a vaccinarsi. È importante perché così blocchiamo la pandemia’.

Il rischio di tornare alla DAD

Il presidente di ANP, Antonello Giannelli, ha fretta: ‘Se non si accelera, se non si usa a pieno l’unica arma rimasta, che è la vaccinazione, in diverse scuole l’avvio dell’anno scolastico avverrà con la didattica a distanza. Sempre convinto che serva l’obbligo vaccinale per la scuola. Bisogna accelerare la vaccinazione di chi frequenta la scuola. Gli over 12, i ragazzi che possono ricevere l’iniezione, sono quattro milioni. Ecco, in quattro milioni devono ricevere due dosi con un intervallo, in mezzo, di almeno tre settimane. A un mese e mezzo dalla ripartenza scolastica la vedo dura. Servirebbe una macchina pubblica davvero efficiente, che forse non abbiamo’.

I dirigenti scolastici incontreranno domani, martedì 27 luglio, il ministro della Salute, Roberto Speranza: i presidi vedono la DAD come elemento ‘inevitabile’ qualorea non si possa assicurare il distanziamento per le note carenze di spazi e di personale.