Scuola: possibile Dad nelle regioni meno immunizzate
Scuola: possibile Dad nelle regioni meno immunizzate

Si attende l’approvazione del piano scuola. Nei prossimi giorni dovrebbe finalmente risolversi il dilemma riguardante l’obbligatorietà del Green pass per docenti e il resto del personale scolastico. Il governo è più determinato che mai nel far iniziare le lezioni in presenza. Secondo alcune indiscrezioni, si starebbe optando per un ritorno della Dad nei territori meno immunizzati. Un’ipotesi, in realtà, poco probabile viste le intenzioni da parte della maggior parte delle forze politiche per un ritorno a scuola quanto più normale possibile.

Il vaccino, ora come ora, è l’unico strumento che garantisce una protezione dal contagio da Covid-19. Nonostante tutto, come informa Quotidiano.net, si registra un numero consistente di insegnanti scettici del vaccino tra Liguria, Sicilia, Sardegna e Calabria. Tra i vari partiti politici si stava anche ipotizzando l’eventualità di allargare la platea per cui il Green pass diventerebbe obbligatorio in alcuni casi. Ciò varrebbe per categorie come istruttori di palestre e ristoratori.

Dad: le dichiarazioni di Italo Farnetani

Italo Farnetani è professore ordinario di pediatria della Libera Università Ludes di Malta. Intervistato ad Adnkronos ha dichiarato che, in vista del rientro a scuola a settembre, sarebbe opportuno prevedere un “doppio binario, per la sicurezza di tutti”. Gli studenti al di sopra dei 12 anni in possesso del Green pass che comprova l’avvenuta vaccinazione e che quindi potranno seguire le lezioni in Dad. I non vaccinati, invece, dovrebbero seguire la scuola tramite didattica a distanza.

Italo Farnetani ha proseguito: “Il Green pass è una pratica ampiamente diffusa in tutto il mondo, soprattutto Europa e America del Nord. Nel caso attuale della pandemia non dovrebbe essere indispensabile solo per gli insegnanti, ma anche per gli alunni” e poi ancora: “Per preservare la sicurezza degli studenti e delle famiglie che hanno sottoposto i loro ragazzi a vaccinazione”. E inoltre: “Per rispettare la libertà ampiamente richiesta con le manifestazioni di piazza, propongo di permettere l’accesso alle lezioni in presenza solo a chi ha effettuato la vaccinazione e richiedo che le scuole si attrezzino per poter realizzare videoconferenze durante le ore di lezione, collegandosi con gli alunni non vaccinati che seguiranno le lezioni da casa”.

Lazzari sulla didattica a distanza: ‘Emozioni negative’

Il presidente dell’Ordine degli psicologi, David Lazzari, ha parlato di noia, stress e fatica riferendosi alla didattica a distanza, tramite alcune dichiarazioni riportate dal Corriere della sera: “È come se (gli studenti) avessero vissuto un terremoto o un’altra catastrofe naturale, che gli ha lasciato un malessere psicologico i cui effetti a lungo termine non sono ancora chiari”. Sui risultati Invalsi andati mediocremente, Lazzari ha spiegato: “Non mi hanno stupito. Emozioni e cognizioni sono collegate, il canale emotivo apre un canale cognitivo”. È quindi normale che “se imparo con un clima psicologico positivo produrrò un apprendimento migliore, viceversa le emozioni negative collegate alla Dad hanno prodotto un apprendimento negativo”. Questo perché “i ragazzi, provati, hanno attivato solo la memoria a breve termine, non assimilato complessivamente i contenuti”.