Bonus 500 euro 2021/22, segnalati ritardi negli accrediti: a chi spetta la Carta del Docente
Bonus 500 euro 2021/22, segnalati ritardi negli accrediti: a chi spetta la Carta del Docente

La Carta Docente è un beneficio che da cinque anni godono tutti i docenti con contratto a tempo indeterminato. Questa misura adottata dal Governo Renzi ha sempre escluso i precari del mondo della scuola, determinando accese polemiche e confronti. A seguito di varie sentenze, forse adesso si sta muovendo qualcosa a favore dei tantissimi esclusi. Facciamo il punto della questione.

Carta Docente solo per i docenti di ruolo

L’art. 1, comma 121 della Legge n.107/2015 ha istituito la Carta Docente del valore di 500 euro annui per tutti i docenti di ruolo: si destina il buono per la formazione e l’aggiornamento degli insegnanti e l’acquisto di software, hardware e materiale tecnologico che agevolino l’insegnamento.

Anche il docente neoassunto, che in effetti è nell’anno di prova e quindi non ha ancora confermato il ruolo, usufruisce della Carta Docente. Parimenti il docente nell’anno di prepensionamento. Ciò ha acutizzato le polemiche dei tantissimi precari, soprattutto dopo la primavera 2020, con l’avvio della DAD, non esclusiva del personale di ruolo.

Ricorso ANIEF per usufruire della Carta Docente

Il sindacato ANIEF con gli avvocati Ganci, Miceli, Rinaldi e Zampieri sta portando avanti un grande contenzioso sulla mancata attribuzione della Carta Docente ai precari. L’avv. Zampieri in un’intervista ad Orizzonte Scuola afferma che  sussistono tutti i presupposti affinché al personale non di ruolo venga riconosciuto tale diritto: in questo modo gli insegnanti a tempo determinato che facessero causa potrebbero ottenere almeno 2500 euro di arretrati, da sommare agli interessi legali.

Ai docenti precari sono richiesti gli stessi diritti ed obblighi formativi del personale di ruolo, e svolgono gli stessi compiti di questi ultimi. I vari CCNL del resto stabiliscono che la formazione e l’aggiornamento rappresentano un diritto-dovere essenziale di tutti i docenti.

Dopo una causa respinta al Tar Lazio nel 2016, l’ANIEF ha sostenuto la causa di una docente biellese presso il Tribunale di Vercelli: questa ha ottenuto la remissione alla Corte di Giustizia Europea.

Nel 2019 una sentenza della Corte di Lussemburgo ha riconosciuto il diritto a percepire le indennità sessennali per la formazione continua anche ai docenti: tale sentenza non ha fatto nessuna distinzione tra i dipendenti di ruolo e quelli temporanei, facendo quindi ben sperare gli avvocati.

Secondo Zampieri, infatti, “non sussiste alcuna ragione oggettiva per precludere l’erogazione della carta elettronica al personale assunto a tempo determinato”. Inoltre, i precedenti giurisprudenziali della Corte di Lussemburgo supportano buone prospettive perché si riconosca la natura discriminatoria dell’esclusione dei docenti precari.

Sviluppo del contezioso

La Corte di Giustizia riceverà l’ordinanza del Tribunale di Vercelli e la pubblicherà con un numero di causa sulla Gazzetta Ufficiale: in questo modo la docente biellese ricorrente, il MI, la Commissione Europea e gli Stati Membri possono esprimere i propri pareri in merito. Dopo la delibera dei giudici ed il rispettivo verdetto, tutti i  Giudici nazionali interpellati dovranno applicare quanto stabilito dalla sentenza.

Nel caso di esito positivo, il Ministero dell’Istruzione dovrà risarcire tutti i docenti precari per l’indennità non erogata dall’anno scolastico 2015/16 in poi.

Come devono procedere i docenti interessati

Gli  interessati sono tutto il personale docente precario, sia i supplenti annuali o fine al termine delle attività didattiche, sia quelli temporanei. Come per gli altri arretrarti contributivi, anche l’indennità relativa alla Carta Docente si prescrive in cinque anni: occorre che tutti i precari interessati mandino una diffida di pagamento al MI ed all’USR di competenza tramite  raccomandata con avviso di ricevimento. Una volta depositata la sentenza della Corte di Lussemburgo, in caso positivo, dovranno agire in giudizio.

Solo i docenti che si muoveranno in tal senso potranno beneficiare del riconoscimento degli arretrati, in quanto l’eventuale sentenza positiva non comporterà l’abrogazione del comma 121 art 1 Legge n.107/2015.