Rientro a scuola tra mille incognite: dalle supplenze al Green Pass

Il rientro in classe a settembre in presenza, per gran parte delle scuole italiane, è fissato per il 13 settembre ma sono ancora molti i dubbi legati alle modalità di riapertura. Il Protocollo Sicurezza, sottoscritto dal Ministero dell’Istruzione e dai sindacati, continua ad essere oggetto di vibranti polemiche mentre il ministro Bianchi ha provveduto ad inviare la relativa circolare a tutte le istituzioni scolastiche.

Riapertura scuole, dall’obbligo del Green Pass all’incognita supplenze docenti

Il Ministero dell’Istruzione ha spiegato che, per effettuare il controllo del Green Pass, i dirigenti scolastici dovrebbero scaricare l’apposita app e che non sarebbe necessaria la consegna cartacea del certificato di vaccinazione.

Qualora si vada incontro a casi di insegnanti no vax che rifiutino di sottoporsi al tampone, non sarebbe possibile chiamare un supplente almeno fino al quinto giorno di assenza.

Una soluzione che sarebbe stata pensata per scongiurare, in caso di ripensamento del titolare della cattedra, il ‘pericolo’ di dover pagare due insegnanti contemporaneamente. Ancora non è stato chiarito del tutto, invece, l’aspetto riguardante gli oneri economici derivanti dagli eventuali tamponi per i docenti.

C’è da tenere presente che l’emendamento annunciato al decreto del 6 agosto con le indicazioni su vaccinazioni e green pass per la scuola e la conversione in legge arriveranno, con tutta probabilità,  quando l’anno scolastico sarà già cominciato.


In una nota firmata dal capo dipartimento Stefano Versari, si legge che mantenere il metro di distanza tra i banchi è una ‘raccomandazione’: qualora non fosse possibile rispettarla ci sarà ‘l’automatico ritorno alla didattica a distanza‘.Il Protocollo Sicurezza firmato con i sindacati, invece, richiede ‘il rispetto di una distanza interpersonale di almeno un metro e si mantiene anche nelle zone bianche la distanza di due metri tra i banchi e la cattedra’.


Il dicastero di Viale Trastevere ha annunciato la ripartizione di 350 milioni di euro tra le 8mila scuole italiane per la sicurezza. E intanto il tempo stringe e ogni scuola dovrà fare i conti, a prescindere da scartoffie, decreti e circolari, con la propria inevitabile realtà.