Il ministro dell'Istruzione Bianchi ha firmato l'atto di indirizzo 2022 (PDF)
Il ministro dell'Istruzione Bianchi ha firmato l'atto di indirizzo 2022 (PDF)

Assunzioni docenti, concorsi e formazione, il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, è tornato a parlarne nel corso di una lunga intervista rilasciata al quotidiano ‘Il Sole 24 Ore‘ di oggi, domenica 22 agosto 2021. 

Assunzioni docenti, Bianchi sottolinea: ‘Non ci sono state e non ci saranno sanatorie’

Il ministro Bianchi ha respinto, ancora una volta, il termine ‘sanatoria‘ in merito alle assunzioni degli insegnanti, ribadendo come le norme siano sotto gli occhi di tutti: ‘Ad oggi abbiamo già immesso in ruolo 50mila insegnanti – ha sottolineato il numero uno del dicastero di Viale Trastevere – ben più del doppio di quanto attuato negli anni passati. Abbiamo anticipato di molte settimane la loro entrata in ruolo.’

Concorsi, Bianchi: ‘Dall’anno prossimo saranno annuali’

Il ministro ha fatto il punto della situazione anche per quanto riguarda i concorsi: ‘Siamo partiti anche con il nuovo concorso ordinario, svolgendo le prove per le discipline STEM, in linea con le misure di rafforzamento per l’apprendimento di queste materie contenuto nel Pnrr.’

‘Dall’anno prossimo – ha ribadito Bianchi al ‘Sole 24 ore’ – i concorsi saranno annuali: potremo reintegrare così i numerosi pensionamenti dei prossimi anni. L’Inps ci fornito i dati fino al 2030 e ci dicono che abbiamo bisogno di reclutare con cadenza puntuale docenti per evitare che si formi continuo precariato e per disporre di docenti di alta qualità professionale ed umana.’

Bianchi ha sottolineato il lavoro svolto dal Ministero, un lavoro che ha consentito di anticipare la definizione degli incarichi annuali, ‘così da poter ripartire a pieno con le attività didattiche alla data prevista.’

Formazione docenti, Bianchi: ‘Il Pnrr ci chiede una riforma profonda’

Bianchi, in merito alla formazione continua degli insegnanti, ha sottolineato come il Pnrr imponga una riforma profonda in modo tale che tutti possano continuare a ‘formarsi come parte essenziale del proprio lavoro, ma anche come contributo ad affrontare le nuove esigenze organizzative di istituti comprensivi che riuniscono ora, allievi dai 3 ai 14 anni, bambini che diventano adolescenti, e dei diversi percorsi superiori, da 14 a 19 anni, per ragazzi che diventano giovani responsabili e competenti, forza necessaria per un Paese che vuole tornare a crescere.’