Green pass, ‘Controlli quotidiani rallentano inizio lezioni’: Presidi in rivolta, news 25/8

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Tiene banco anche oggi la tematica dell’obbligatorietà del Green pass a scuola a partire dal 1° settembre. In queste ore si discute anche su alcuni aspetti pratici e logistici legati all’ingresso a scuola.

Il Presidente dei Dirigenti Scolastici ANP Roma, Mario Rusconi, sulla questione è seriamente preoccupato, ritenendo assolutamente confusionaria la misura che a breve andrà a regime. “Nessuna indicazione sulle concrete procedure da eseguire”, questo è il commento del leader di ANP.

Green pass & Dirigenti Scolastici: noi sull’orlo di una crisi di nervi

La situazione in corso è anche il risultato – sostiene Rusconi – di una sorta di trattativa mediata (lui la chiama semplicemente “braccio di ferro“) tra il Ministero e il Garante per la privacy. Insomma, ci troviamo in una vera e propria impasse difficile da dirimere in pochi giorni.

Per il Presidente ANP della Capitale la misura del Green pass, così come concepita dal Governo, non sarà di facile realizzazione, soprattutto per chi vive quotidianamente le scuole e i locali scolastici. I controlli quotidiani, così come prospettato dal ministero dell’Istruzione, rallenterebbero di tanto tutte le operazioni di ingresso da parte del personale scolastico. “E’ una follia burocratica”, così esclama Rusconi.

Si ha quasi l’impressione che la scuola venga paragonata agli alberghi e ai ristoranti, dice Mario Rusconi. Se così fosse, allora “la scuola dovrebbe abdicare al suo ruolo di ente di formazione”.

Le proposte di ANP: elenchi regionali e controlli acampione

Per questo motivo ANP propone un controllo incrociato, partendo da un elenco fornito dalla Regione sui vaccinati, mettendo insieme questi ultimi e i codici fiscali del personale scolastico coinvolto. In alternativa si potrebbe fare ricorso ai controlli a campione. Il suo augurio, comunque vada, è che arrivino presto precise e dettagliate indicazioni sulle procedure da seguire.

Sulla questione della privacy lo stesso Rusconi precisa: “Il Garante della privacy sostiene che le scuole possono solo controllare i dati ma non conservarli o avere un registro. Speriamo si trovi al più presto un accordo. Ci sono presidi con le mani nei capelli perché non sanno come fare”.

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