Marcello Pacifico, Anief
Marcello Pacifico, Anief

Dopo la notizia di oggi 2 settembre che il Tar del Lazio, con due decreti monocratici, ha respinto la richiesta di sospensione del Green Pass scuola, fra gli interessati si è creato allarmismo e scoraggiamento. Ma vediamo di comprendere meglio se la possibilità di abolizione del Green pass per docenti e ATA ha davvero subito una battuta d’arresto. Abbiamo contattato Marcello Pacifico, presidente Anief, chiedendogli di illuminarci in proposito.

Intervista ad Anief: perché i decreti del Tar non devono spaventare?

Perché i decreti del Tar legati ai ricorsi per l’abolizione del Green Pass scuola non devono spaventare? Come ci spiega Pacifico, perché per prima cosa non costituiscono una sentenza.

Presidente Pacifico, quanto accaduto oggi in merito al rifiuto di sospendere il Green Pass, deve spaventare?

“In primo luogo, il Tar non si è pronunciato con una sentenza, né con un’ordinanza, ma con un semplice decreto monocratico. Questo viene chiesto quando si vorrebbe avere un provvedimento prima della prima camera di consiglio utile.

La camera di consiglio è stata confermata per il 5 ottobre, e quindi in questo momento abbiamo solo avuto un no dal Presidente della terza sezione Bis del Tar Lazio a delle misure urgenti per sospendere il provvedimento.

Dopodiché, se andiamo a guardare tra le motivazioni addotte dal presidente, non ce n’è una che riguarda il merito principale dell’illegittimità del decreto Legge e degli atti conseguenti sulla violazione del regolamento comunitario n. 953/21 che introduce il green pass in Europa. Il regolamento impedisce agli Stati membri di mettere l’obbligo e di discriminare i cittadini in base al possesso o meno di questa certificazione verde. Aspettiamo l’udienza della Camera del Consiglio del 5 ottobre e siamo convinti che sia palese l’illegittimità della norma.

Qualora anche il 5 ottobre non si facesse riferimento alla prima censura che abbiamo addotto, saremo pronti ad andare in Consiglio di Stato per rivedere una eventuale omissione o mancato pronunciamento negativo su questa questione”.

‘Il danno patrimoniale potrà essere risarcito anche dopo’

Il Presidente di Anief ci spiega anche che la pronuncia del Tar non preclude i risarcimenti richiesti con il ricorso per l’abolizione de Green Pass.

Parliamo del risarcimento degli eventuali danni.

“Nel rifiutare il provvedimento urgente, il Tar ha detto che il danno patrimoniale potrà essere risarcito anche dopo. Quindi tutti coloro che hanno ricorso, quale danno materiale o patrimoniale potranno avere risarcito? Parliamo della sospensione dal servizio, il pagamento dei tamponi e i danni materiali subiti a causa di tutta questa situazione.

Il Presidente del Tar ritiene che questo danno possa essere esercitato anche dopo, ed è il motivo per cui ha detto di no subito al provvedimento di urgenza. Noi, in ogni caso, non condividiamo la sua pronuncia proprio per il principio di violazione del regolamento comunitario e aspettiamo il 5 ottobre con serenità e tranquillità.

Noi continueremo questa battaglia giudiziaria, come tante altre che abbiamo fatto”.

Pacifico: ‘Non stiamo con le mani in mano’

“Nel frattempo, non stiamo con le mani in mano. Stiamo per notificare i ricorsi ai tribunali ordinari per l’azione discriminatoria dello Stato italiano. L’Europa dice che se una persona non vuole vaccinarsi o non vuole avere il Green Pass, non bisogna essere discriminati. E’ la linea dell’Europa, non dell’Anief. Questa è una seconda azione giudiziaria, d’urgenza.

Ancora, abbiamo proclamato lo sciopero del primo giorno delle lezioni, secondo il calendario scolastico regionale. E non solo per questo, ma anche perché l’obiettivo deve essere riaprire le scuole in sicurezza per tutto l’anno. E non riaprirle ora, per poi chiuderle fra qualche giorno.

E’ inutile un provvedimento che costringa gli ultimi 100.000, perché sono rimasti in centomila, ad avere il green pass e quindi a tamponarsi ogni due giorni o a vaccinarsi. E’ inutile perché continueremo ad avere 7 milioni di studenti non vaccinati e continueremo ad avere classi dove non è possibile rispettare il distanziamento. Le scuole sono destinate a trasformarsi in un focolaio e a creare contagiati e morti da Covid.

Siamo convinti che siamo nella ragione e che alla fine avremo ragione anche in sede di giustizia.”