Vincolo triennale, chiarimenti ed eccezioni
Vincolo triennale, chiarimenti ed eccezioni

Il vincolo triennale è una misura riguardante la mobilità che non consente né il trasferimento, né il passaggio di cattedra o ruolo, né l’assegnazione provvisoria. Il Decreto Sostegni Bis ne ha ridotto la durata dai cinque ai tre anni. Di seguito alcuni chiarimenti e le eccezioni a tale obbligo.

Chi è soggetto al vincolo triennale

L’art. 2 comma 2 del CCNI disciplina il vincolo triennale. Si applica a tutti i docenti che hanno ottenuto trasferimento volontario su una scuola indicata con preferenza analitica o sintetica nel comune di titolarità. Questo vincolo interessa i movimenti volontariamente richiesti dal docente, quindi trasferimento, passaggio di cattedra e di ruolo.

L’ordine di inserimento della scuola in cui il docente ha ottenuto trasferimento non incide sul vincolo: tale obbligo infatti vige indipendentemente dalla disposizione delle preferenze con cui si sono inserite le scuole nella domanda presentata. Il vincolo, quindi, si applica sia per la prima che per l’ultima sede indicata nell’istanza di mobilità.

Durante il vincolo triennale il personale docente non potrà partecipare alla mobilità per i tre anni successivi all’ottenimento del movimento richiesto: l’anno scolastico in cui si è ottenuto la mobilità voluta quindi rappresenta la decorrenza temporale da osservare.

Inoltre, tutti i docenti che hanno stipulato un contratto a tempo indeterminato con decorrenza giuridica al 1° settembre 2020 sono soggetti al vincolo triennale. I neo immessi del 2021/22, sia dalle graduatorie concorsuali, che da GAE e GPS, quindi, sono soggetti a tale vincolo.

Eccezioni al vincolo

Tre sono le deroghe alla norma del vincolo triennale, vale a dire tre sono i casi in cui decade tale obbligo:

  • Docenti che risultano perdenti posti od in esubero nella provincia di ruolo: dovranno presentare domanda di mobilità nei mesi di marzo ed aprile
  • Personale in situazione di disabilità grave, beneficiario quindi della legge 104 personale, art. 3, comma 3
  • Docente che assiste un affine o parente: in questo caso il grado di parentela deve essere entro il terzo grado