Stabilizzazione precari
Stabilizzazione precari

Avete notato che sui giornali è scomparsa la parola precario?” Questa è la domanda posta dal ministro Bianchi che ha subito sollevato una marea di polemiche fra la categoria. Perché se il termine precari è sparito sui giornali (ma non su quelli online, ndr), la realtà conta fatti ben diversi. E il sottosegretario Sasso non ha tardato a farlo notare.

I precari sono stati tutti assunti?

Le parole del ministro dell’Istruzione sui precari, non potevano che sollevare una polemica. “Abbiamo agito sulle persone… Perché abbiamo fatto i concorsi, nemmeno una sanatoria. Concorsi fatti dai governi precedenti e noi li abbiamo realizzati. L’impegno del premier Draghi di fare in modo che tutti gli insegnanti siano in cattedra il primo giorno di scuola si è realizzato” ha detto Bianchi.

Non si fa attendere la risposta sui social di Rossano Sasso, da sempre paladino della categoria dei precari.

La parola precario sarà anche sparita dai giornali, ma nella realtà esiste ancora, purtroppo. Soprattutto nella scuola, dove donne e uomini che per anni hanno lavorato con i nostri figli non riescono a ottenere il tanto sospirato contratto a tempo indeterminato, sebbene abbiano subìto per anni l’abuso nella reiterazione dei contratti a termine.

È vero che una parte del precariato è stata cancellata con il concorso straordinario, ma ci sono ancora migliaia di professori che da anni vengono assunti a settembre e licenziati a giugno. Non possiamo far finta che non esistano: hanno istruito, educato e guidato per 10, a volte anche 15 anni i nostri studenti, ritenuti idonei a farlo come precari dallo Stato ma non con un contratto a tempo indeterminato“.

Stabilizzazione precari: siamo ancora lontani

Sasso ricorda che questo Governo ha avuto la possibilità di prevedere fin da maggio dei percorsi per stabilizzare tutti i precari, con delle forme diverse rispetto al precedente concorso straordinario. Purtroppo, però, c’è stato un nulla di fatto. Il sottosegretario continua:

Ben venga il nuovo concorso ordinario, ma mi sia consentito di pensare anche a chi ha dato tanto allo Stato, soprattutto in pandemia, e oggi rischia di rimanere a casa. Nemmeno più precario, quindi, ma disoccupato.

Una soluzione potrebbe essere il percorso abilitante speciale, meritocratico e selettivo, con cui i precari potrebbero avere un’ultima possibilità di aspirare a un contratto a tempo indeterminato. Il precariato è nemico della continuità didattica, è ostacolo al futuro, sia momentaneo e non perenne soprattutto a scuola. Purtroppo il precariato esiste ancora ed io per mia storia personale e convinzione politica e morale cercherò sempre di contrastarlo“.