Per quanto tempo i precari resteranno ancora inascoltati?

L’anno scolastico è iniziato, e tutta l’attenzione è focalizzata sul green pass, sui tamponi e sulla sicurezza nelle scuole. Problematiche, queste, di non poco conto, che stanno mettendo a dura prova il comparto scolastico. Ma i problemi del mondo della scuola sono molteplici. E tra questi non può passare in secondo piano quello sul precariato.

I precari della scuola, fino a pochi mesi fa, ancora hanno sperato in un piano di stabilizzazione che si fondasse sul doppio canale di reclutamento. Si vociferava in un primo momento di una bozza (realmente esistente!) che permettesse l’assunzione anche tramite un’apposita graduatoria ad hoc per titoli e servizi. L’ipotesi è stata scartata poi a favore delle Gps I fascia. Ma il loro utilizzo, nel piano straordinario di reclutamento, si è rivelato completamente illusorio, privilegiando solo pochissime classi di concorso, a scapito ancora una volta, soprattutto, dell’infanzia e della primaria posto comune.

In tutta questa situazione a farne le spese sono sempre i precari storici, tra cui gli insegnanti diplomati magistrali.

Alla luce di tutto ciò, partirà probabilmente in questi giorni una protesta davanti al Ministero dell’Istruzione. I precari stavolta saranno ascoltati?

Precariato, nulla è stato risolto

L’a.s 2021/2022 doveva essere l’anno della svolta, l’anno in cui la scuola poteva ripartire con la copertura di tutti i posti vacanti e disponibili. Ma soprattutto poteva essere l’anno in cui poter riuscire a sanare (o cominciare a sanare) il precariato.

I tempi c’erano ma è mancata la volontà. Gli unici ad esprimersi a favore dei precari sono stati sempre i soliti noti, tra cui spiccano i leghisti Pittoni e Sasso, rispettivamente Vice-Presidente alla commissione cultura in senato e sottosegretario all’istruzione, oltre ad alcuni esponenti politici di Fratelli d’Italia. Per il resto nessuno si è voluto seriamente impegnare.

Il risultato è stato la delusione e lo sconforto dei moltissimi precari che, se avranno fortuna, potranno sperare nelle supplenze, altrimenti potrebbero anche ritrovarsi senza lavoro.

Senza contare anche i tanti disguidi tecnici creati dal portale Istanze Online in sede di espressione delle preferenze da Gps, e il caos generato dall’algoritmo nell’assegnazione delle sedi. Tutto a sfavore sempre dei precari!

Precari e futuro

E ora quali saranno le prospettive future per i precari della scuola?

Il prossimo anno dovranno essere rinnovate le Gps, e salirà il numero delle province e delle classi di concorso in cui le Gae saranno esaurite. Potrebbe essere l’occasione nuovamente per stabilizzare concretamente i precari reintroducendo il doppio canale di reclutamento. Non ha importanza poi quale graduatoria per titoli e servizi utilizzare, purchè venga fatto.

Ad oggi però tutto tace. Il precariato non sembra più un problema, e la soluzione a tutto sembrano essere solo i concorsi, con la creazione di graduatorie con lunghe file d’attesa.

Chissà però che con l’avvicinarsi delle elezioni politiche del 2023 qualche partito decida di volersi attirare il favore della categoria degli insegnanti precari, facendo qualche piccolo passo nella direzione della stabilizzazione.