UDU
Comunicato UDU

Il comunicato stampa di UDU, l’Unione degli Universitari sugli errori presenti nel test di Medicina e Chirurgia.

Numero chiuso: inaffidabile e inadeguato. Errori nel test di Medicina e Chirurgia. Basta negare il diritto allo studio

Anche quest’anno, il MIUR è riuscito a dimostrare di non essere in grado di garantire un test d’ingresso a Medicina e Chirurgia privo di errori. Nella prova d’accesso dello scorso 3 settembre, infatti, erano presenti addirittura 6 quesiti sbagliati che potrebbero compromettere il risultato e quindi l’accesso a tantissimə studentə al corso di studi, dimostrando inaffidabilità e l’inadeguatezza dello strumento del test. Dichiara Sotgiu:“Dalla sua nascita la nostra organizzazione supporta studenti e studentesse in ricorsi individuali e collettivi volti a sottolineare le irregolarità che caratterizzano il test ogni anno ed a permettere ad un maggior numero di studenti e studentesse di accedere al corso di laurea.” 

Alla vigilia del nuovo anno accademico, nuovamente studentesse e studenti sono costrette/i a sostenere test d’ ingresso selettivi per accedere ai corsi di laurea di area medico-sanitaria, nonché Architettura, Veterinaria e Formazione Primaria. Già dallo scorso 3 settembre infatti, con Medicina, in tutta Italia hanno preso il via i test d’accesso nazionali per i corsi a numero chiuso. Nonostante negli ultimi mesi il tema dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca fosse tornato alla ribalta nell’ambizioso progetto del PNRR, la questione del superamento del numero chiuso e dei numeri programmati sparsi per il territorio nazionale e dei relativi investimenti necessari non è stata presa in considerazione. Infatti, ancora una volta, ci troviamo davanti a migliaia di giovani che dovranno misurarsi in una vera e propria competizione che limita il diritto allo studio e avalla numerose disuguaglianze.

Sebbene negli ultimi anni si sia avuto un aumento dei posti messi a bando per i corsi a numero programmato e in particolare per Medicina e Chirurgia, arrivando a 14.020 per il corrente anno, ciò non basta. I palliativi messi in atto per tentare di gestire un problema strutturale hanno già ampiamente dimostrato come l’impostazione del nostro sistema formativo-universitario sia fallimentare. L’imbuto formativo creato dai test d’accesso ai corsi di laurea prima, e dai relativi concorsi per l’accesso alle scuole di specializzazione di area medica poi, ha portato al collasso del Sistema Sanitario Nazionale in uno dei periodi storici più duri. La mancanza di figure professionali quali medici e infermieri, ha decretato il fallimento politico del numero chiuso e la necessità di trovare un’alternativa. 

Dichiara Giovanni Sotgiu, coordinatore dell’Unione degli Universitari“Da sempre denunciamo l’illegittimità e le limitazioni del numero chiuso e dei test d’accesso. Tale impostazione delle modalità d’ingresso ai corsi di laurea non conduce ad una reale valutazione della popolazione studentesca e conduce solo ad una scrematura volta a celare la scarsità di investimenti in formazione e infrastrutture che portano a rendere i numeri chiusi e programmati una necessità del nostro sistema universitario. Studentesse e studenti vengono messi in una vera e propria competizione e costretti spesso a ingenti spese per corsi di preparazione privati che non tutte e tutti possono permettersi, andando a sottolineare ancora una volta come i test d’accesso non prendano in considerazione le differenti possibilità di formazione che caratterizzano la popolazione studentesca. A ciò si aggiungono le irregolarità che caratterizzano procedure e quesiti, sottolineando l’inefficacia e inattendibilità di tali test. Dalla sua nascita la nostra organizzazione supporta studenti e studentesse in ricorsi individuali e collettivi volti a sottolineare le irregolarità che caratterizzano il test ogni anno ed a permettere ad un maggior numero di student di accedere al corso di laurea. Tutto ciò dimostra come ad oggi, nessun governo abbia mai manifestato la reale volontà di prevedere investimenti strutturali e lungimiranti in formazione ed infrastrutture volte a garantire a tutt* il diritto allo studio. In questo senso, il numero chiuso rappresenta la mancata volontà di investire in Istruzione, Università e Ricerca, anche alla luce di una crisi pandemica che ha messo in ginocchio il nostro sistema sanitario nazionale.”

È necessario quindi abolire tale sistema, superare il numero programmato per Medicina, Veterinaria, Formazione Primaria e Architettura e permettere a tutte e tutti l’accesso ad un diritto fondamentale.