Riforma delle Pensioni: ecco le alternative per andare in quiescenza in anticipo
Riforma delle Pensioni: ecco le alternative per andare in quiescenza in anticipo

Riforma pensioni, tutte le ultime notizie aggiornate al 9 settembre 2021. Ecco cosa c’è da sapere.

Il problema delle risorse

Come più volte ricordato nel corso dei nostri precedenti articoli, benché la scadenza di Quota 100 si avvicini sempre di più, ci sono ancora diverse questioni da risolvere a proposito del tema pensionistico.

In particolare, il nodo centrale è quello relativo alla disponibilità delle risorse economiche.

Stando a quanto recentemente affermato dal presidente della Commissione tecnica sui lavori gravosi Cesare Damiano, ad oggi non tutti i fondi destinati all’Ape sociale sarebbero già stati spesi.

Di conseguenza, ciò darebbe al Governo la possibilità di potenziare questo strumento per il 2022. Ad ogni modo, la partita sembra ancora non essere chiusa. Attualmente le diverse forze politiche starebbero, di fatto, ancora discutendo circa la possibilità di sostituire Quota 100 con delle nuove misure.

Tuttavia, come sottolinea Il Sole 24 Ore, il Mef “non sembra disposto a fare grandi concessioni”. Cosa accadrà, quindi, a partire dal prossimo anno?

Riforma pensioni: le notizie del 9 settembre

Alla luce di queste recenti considerazioni e di quanto emerso in precedenza, sembra proprio che l’ipotesi più accreditata per il post Quota 100 sia l’introduzione dell’Ape sociale allargato.

Ma non è tutto, perché oltre al rafforzamento di questo meccanismo oggi riservato solo ai lavoratori in difficoltà, potrebbero anche emergere ulteriori sviluppi.

In particolare, il ministro del Lavoro Andrea Orlando insieme alla Commissione tecnica incaricata di ampliare l’elenco dei cosiddetti gravosi starebbe valutando di rendere strutturale l’Ape sociale, facendolo uscire dalla fase sperimentale.

Se, però, da un lato la maggioranza pare guardare con favore questa ipotesi, dall’altro c’è chi considera questo strumento insufficiente.

La Lega ad esempio potrebbe rinunciare all’estensione di Quota 41, ma vorrebbe il prolungamento di un anno di Quota 100.

Il Partito Democratico ed il Movimento Cinque Stelle, così come i sindacati, considerano invece necessaria la flessibilità in uscita a partire dai 62-63 anni di età.