Supplenze Covid, il Green Pass le ha azzerate: mancano i fondi e tornano in voga le classi pollaio
Supplenze Covid, il Green Pass le ha azzerate: mancano i fondi e tornano in voga le classi pollaio

Giunge in redazione una lettera di un docente di scuola media di Lecce (A.F.) a proposito del Green Pass, dell’Organico per le supplenze Covid e delle Classi Pollaio. Ecco il testo della missiva.

Il risultato del Green Pass? Niente supplenze Covid e l’aumento esponenziale delle classi pollaio

Il rientro a scuola per molti insegnanti è stato amaro, soprattutto quando ci si è accorti che la possibilità di poter contare sulle supplenze Covid come deterrente contro le classi pollaio era solo sulla carta.

Tantissimi Dirigenti Scolastici non avendo la sufficiente copertura finanziaria garantita dal MI si rifiutano di nominare dall’organico Covid. Il risultato? Le classi non si sdoppiano e si arriva ad avere classi numerosissime. Il tutto, all’insegna del famoso Green Pass.

La politica in queste settimane ha rassicurato tutti sulla possibilità di contare nuovamente sull’organico Covid per abbassare il numero degli alunni per classe, con il loro sdoppiamento. La norma sarebbe dovuta essere procrastinata fino al prossimo 31 dicembre 2021, lo stesso giorno della fine dello stato di emergenza.

Purtroppo, la realtà è un’altra. La maggior parte dei Dirigenti Scolastici, infatti, non potendo contare su un’adeguata copertura finanziaria da parte del Ministero, non potrà effettuare le operazioni di nomina dei supplenti dall’organico dell’emergenza, così come è avvenuto lo scorso anno.

La paura di tanti Presidi è proprio questa, ovvero quella di dover pagare di propria tasca l’eventuale danno erariale procurato alle casse del proprio istituto e di conseguenza del Ministero.

La conseguenza, dunque, è quella che nonostante ci siano tanti problemi di affollamento delle classi, i capi d’istituto si trovano costretti a rinunciare alle nomine dei supplenti in organico Covid.

Insomma, il Green Pass paradossalmente ci rende tutti non più contagiabili, fino al punto che la nuova norma non impone necessariamente neanche il distanziamento interpersonale di un metro.

Tutto ciò può succedere perché all’interno dei locali scolastici c’è chi possiede il passaporto vaccinale. Non tutti però (gli alunni per esempio).

Tornano i tempi della Riforma Gelmini

Insomma, ci si catapulta nel passato, quando nel 2008 la Riforma Gelmini chiudeva i rubinetti alla Scuola e quando il numero degli alunni diventava solo un dato meramente statistico. Riguardava solamente un modo come un altro per fare cassa sulla macchina burocratica chiamata scuola.

Il fenomeno delle classi pollaio purtroppo, al di là delle statistiche, è destinato a non azzerarsi, anzi l’aumento esponenziale è ai nastri di partenza.

L’unico rammarico? L’unica arma in possesso dei Dirigenti Scolastici, rappresentata proprio dall’organico Covid, non potrà essere utilizzata perché un semplice certificato detiene il primato burocratico dell’insicurezza in luogo del risparmio economico.

Tutta questa situazione avverrà all’insegna del risparmio, della scuola in presenza, degli alunni che vogliono stare ‘vicini vicini’ e dei supplenti dell’organico Covid (quelli che ancora devono percepire gli stipendi di Aprile, Maggio) i quali potranno dire che durante la loro unica esperienza lavorativa non hanno mai visto una classe pollaio.

A.F., Docente di Scuola secondario di primo grado, Lecce