Inclusione, stop al nuovo PEI: cosa succede ora?
Inclusione, stop al nuovo PEI: cosa succede ora?

Un duro colpo per il mondo dell’inclusione scolastica e soprattutto per tantissimi alunni con disabilità e per le loro famiglie. Ieri una sentenza del Tar del Lazio ha bocciato il nuovo modello PEI universalmente adottato da ogni grado di istruzione da quest’anno scolastico. Cosa succederà adesso? Quali saranno le direttive da seguire per la stesura di questo importante documento si cui si fonda l’integrazione e l’inclusione degli studenti con disabilità?

Colpo duro per l’inclusione

La sentenza n. 9795 del Tar del Lazio di ieri 14 settembre ha gettato nel caos il mondo della scuola e dell’inclusione: accogliendo i ricorsi presentati da alcune associazioni di disabili ha revocato il nuovo modello nazionale PEI e le relative Linee guida.

I motivi che hanno spinto il Tar ad annullare il nuovo Piano Educativo Individualizzato sono di carattere sia formale che sostanziale. Del resto, dal momento stesso della pubblicazione del DM di riferimento, alcune associazioni di genitori e di insegnanti avevano sottolineato le contraddizioni del documento: questo avrebbe dovuto tutelare, garantire e facilitare l’inclusione scolastica a 360°, invece prospettava possibilità di esonero relative ad alcune discipline ed attività didattiche.

Punti critici evidenziati da MiSoS

Molti i punti critici messi in luce sin dall’inizio da Ernesto Ciracì, presidente del Movimento Inseganti di Sostegno Specializzati. In un’intervista ad Orizzonte Scuola, mette in luce alcune di queste dissonanze. In primo luogo Ciracì evidenzia proprio la problematica dell’esonero previsto dal Decreto Ministeriale: per lui questo costituisce un presupposto gravissimo per lo stesso concetto di inclusione per cui si è tanto lavorato nel corso degli anni. Non si può ragionare in termini si esonero di fronte ad attività didattiche più complesse: per il presidente del MiSoS una cultura pedagogica prospetta strumenti compensativi e differenziati adatti per le difficoltà dell’alunno.

Altro punto critico riguarda il Profilo di Funzionamento: questo risulta funzionale all’attribuzione delle ore di sostegno nonché alla stesura del PEI in base alla nuova normativa. Tuttavia, ancora il Ministero non ha indicato le Linee guida a riguardo, quindi non si sa come procedere per redigere il Piano educativo Individualizzato. Per Ciracì il MI ha avuto troppa fretta, “il testo è una contraddizione pedagogica”.

Cosa succede adesso?

A questo punto ci si ferma: il nuovo modello PEI deve stare in panchina ed il mondo dell’inclusione deve aspettare. Con molto probabilità il MI prenderà del tempo per trovare una soluzione diversa. Le scuole dovranno attendere le prossime indicazioni per sapere cosa fare: diventa molto probabile che si debba ritornare per il momento al vecchio modello di PEI. L’unica cosa sicura è il caos scatenato sull’inclusione scolastica.