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Inclusione scolastica e formazione obbligatoria 25 ore per i docenti non specializzati, il Ministero dell’Istruzione e i sindacati si sono confrontati sui contenuti della Nota ministeriale N. 27622 relativa allo svolgimento delle attività formative obbligatorie per i docenti non specializzati, impegnati nelle classi con studenti con disabilità.

Formazione obbligatoria 25 ore per docenti non specializzati, incontro Ministero Istruzione-sindacati

Flc-Cgil, attraverso un comunicato, ha sottolineato come il Ministero dell’Istruzione abbia emanato la suddetta Nota senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali. Il Direttore Generale del Personale, Dott. Filippo Serra, ha comunicato che la Nota citata si limita ad esplicitare alcuni aspetti applicativi dell’articolo 1 comma 961 della Legge di Bilancio, la quale ha disposto un’attività obbligatoria di formazione di 25 ore sui temi dell’inclusione scolastica per tutto il personale docente da svolgere entro l’anno.


Il sindacato ha ribadito il proprio profondo dissenso nei confronti di questa disposizione che ha ‘introdotto per il personale docente una formazione obbligatoria senza esonero dal servizio in spregio sia delle prerogative contrattuali che dell’autonomia professionale dei docenti.’

Non si mette in discussione la valenza della formazione su uno dei temi scolastici più importanti e fondamentali come quello dell’inclusione scolastica. Il punto cruciale è rappresentato dal fatto che la formazione del personale non possa essere definita in modo unilaterale dal Ministero dell’Istruzione in quanto ciò interferisce con la sovranità degli organi collegiali e ha ricadute sul rapporto di lavoro, introducendo obblighi di servizio senza che questa materia sia regolata contrattualmente.

La Nota N. 27622 è stata pubblicata senza alcuna informativa o confronto con i sindacati in merito alle modalità di attuazione dei corsi di formazione e alle risorse stanziate per l’organizzazione delle attività.

Flc-Cgil ha criticato i contenuti della Nota in quanto questa aggiunge ‘ulteriori elementi di criticità e confusione per le scuole e per il personale, come ad esempio la tempistica molto ristretta che impone lo svolgimento delle attività di formazione entro novembre; la confusa ripartizione delle competenze organizzative tra le scuole polo per la formazione e le singole istituzioni scolastiche; la discutibile previsione di un test di valutazione al termine delle attività di formazione.’

Formazione 25 ore docenti non specializzati: le richieste sindacali


Il sindacato ha chiesto che le attività di formazione siano comprese negli obblighi di servizio e ad esempio inserite all’interno dell’attuale pacchetto di 40 ore destinate alle attività funzionali all’insegnamento (di cui all’articolo 29 del CCNL/2007).


Il Ministero dell’Istruzione ha chiarito che, per quanto riguarda la tempistica, si sta valutando la possibilità di far slittare la scadenza oltre il mese di novembre. Per quanto concerne, invece, la valutazione finale, l’Amministrazione ha spiegato che non riguarda il personale ma che si tratta di un monitoraggio finalizzato a comprendere la validità del percorso formativo proposto.

L’Amministrazione valuterà la richiesta avanzata da Flc-Cgil in merito alla possibilità di ricondurre le attività di formazione dei docenti all’interno del monte ore delle attività funzionali all’insegnamento.