Green pass e tamponi: ‘si legifera tanto ma sempre discriminando’, ecco l’inganno

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Il decreto Green pass, approvato in via definitiva il 15 settembre, è pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Nel testo pubblicato, Legge n. 126, la validità del certificato verde è estesa da 9 a 12 mesi.

Altra novità importante è che i test salivari sono equiparati ai tamponi e il prezzo calmierato dei tamponi in farmacia si estende fino al 30 novembre. Anief commenta le disposizioni.

Tamponi salivari e green pass, la discriminazione

Anief pone subito l’accento sulle esagerate sanzioni a danno di chi non rispetta le regole del Green Pass. Infatti, chi non rispetta le nuove norme, rischia una multa dai 400 ai 1.000 euro. A questa si aggiunge la sospensione senza stipendio a partire dal 5° giorno di assenza ingiustificata. Ma una nuova disposizione che sta per essere approvata, dovrebbe portare le multe da un minimo di 600 euro ad un massimo di 1.500 euro. 

Pacifico commenta: “La decisione di elevare le multe, prossima all’approvazione, ci trova nettamente contrari, perché si tratta di cifre sproporzionate: per un docente, un dipendente amministrativo o un collaboratore scolastico ad inizio carriera si tratta addirittura di un importo che può superare lo stipendio mensile e nel caso di reiterazione i 1.000 euro, prossimi ai 1.500 euro, possono anche raddoppiare. Riteniamo che per salvaguardare la salute dell’individuo e pubblica c’erano sicuramente altre strade, a partire dalla sensibilizzazione che evidentemente non è stata adeguata.

Per quanto riguarda la somministrazione di test salivari nelle scuole sentinella, Anief lo definisce ‘un primo importante risultato’, ma esprime rammarico per l’esclusione dal monitoraggio dei dipendenti della scuola. 

“Si legifera tanto ma sempre discriminando”, ecco l’inganno del green pass

Marcello Pacifico, presidente Anief, esprime perplessità sull’esclusione di docenti e ATA dal monitoraggio nelle scuole.

Considerando che la quasi totalità sono ormai vaccinati e che ciò non comporta comunque un’adeguata schermatura dal contagio del temibile virus, non si comprende per quale motivo docenti, Ata e dirigenti scolastici non sono stati contemplati nella campagna nazionale di sorveglianza dell’andamento del Covid nelle scuole“.

Si tratta di discriminazione? Secondo Pacifico, sì. “Dopo il Green Pass obbligatorio, si sta esercitando un’altra disposizione che contiene a nostro avviso delle conseguenze discriminanti nei confronti di tutti gli individui che si trovano per ore e ore nelle nostre scuole. Pensare che nella scuola il Green Pass possa bastare per vincere il Covid19 è un inganno, che sta si sta già rivelando tale, visto che in centinaia classi sono già in DAD“.

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