NASpI, cosa comporta una nuova supplenza o un altro lavoro
NASpI, cosa comporta una nuova supplenza o un altro lavoro

NASpI INPS, nuova supplenza o altro lavoro, quali sono le conseguenze producibili sullo status dell’indennità di disoccupazione e sull’importo del sussidio in caso di nuova supplenza oppure di altro lavoro?

NASpI 2021, cosa comporta una nuova supplenza o un nuovo lavoro? Gli effetti

Per quanto riguarda i contratti di lavoro subordinato a termine, la NASpI decade solamente nel caso in cui il reddito acquisito con la nuova occupazione dovesse oltrepassare la soglia annuale di 8.145 euro. Qualora il dipendente non dovesse superare tale soglia, la NASpI viene sospesa oppure ridotta.

Tutti coloro che, con il nuovo lavoro, non superano tale soglia (a condizione, però, che il contratto a tempo determinato abbia una durata pari o inferiore ai sei mesi) non corrono alcun rischio di perdere l’indennità di disoccupazione: in ogni caso, il lavoratore sarà chiamato a dare comunicazione all’INPS in merito all’inizio della nuova attività e al reddito previsto.

Inoltre, il datore di lavoro dovrà essere diverso da quello con quale è cessato il rapporto professionale relativo alla NASpI. Se il lavoratore comunica all’INPS anche il reddito presunto, all’inizio della nuova occupazione, l’importo relativo all’indennità diminuisce; qualora non lo si facesse, invece, ma il rapporto determina un reddito inferiore a 8145 euro (con una durata pari o inferiore ai sei mesi), la NASpI viene sospesa sino alla cessazione del nuovo lavoro.

Nel caso in cui il nuovo lavoro abbia una durata superiore ai sei mesi, la NASpI decade: alla naturale scadenza del nuovo rapporto di lavoro a tempo determinato, il lavoratore potrà presentare una nuova domanda di indennità di disoccupazione.