Bianchi e la riforma della didattica: 'ecco la scuola del futuro'
Bianchi e la riforma della didattica: 'ecco la scuola del futuro'

Il ministro Patrizio Bianchi, intervenendo ad un convegno de Il Sole 24 ore, ha detto: “Nel momento più difficile abbiamo iniziato a costruire la scuola del futuro”. Parla di ripartenza e rilancio della scuola, dopo lo stop causato dal Covid. Il ministro dell’istruzione ha ricordato che si lavora per “recuperare non solo la competenza, ma anche l’amicizia, la fraternità”-. Come sarà questa scuola del futuro, che dice si sta costruendo?

La scuola del futuro: la riforma della didattica

Patrizio Bianchi parla di una scuola del futuro con più laboratori e più matematica, intesa non soltanto come calcolo “ma come capacità di astrarre e sperimentare”. Prospetta una scuola dalle radici solide, che elimini le disparità dei territori che segnano il nostro Paese. Ma per ottenere una

Ma naturalmente, una riforma della didattica non è possibile senza insegnanti e dirigenti qualificati. Per questo si punterà alla formazione, dei nuovi e dei vecchi insegnanti.

Stiamo scrivendo l’atto di indirizzo per i contratti. Abbiamo fatto quasi 60 mila assunzioni in ruolo e completeremo i concorsi ordinari, ridisegneremo la modalità per dare cadenza regolare ai concorsi ma bisogna avere un percorso più chiaro a livello universitario per chi vuole fare l’insegnante”, spiega Bianchi.

Giannelli: un nuovo modo di fare lezione

Anche Antonio Giannelli, presidente ANP (associazione nazione presidi) è intervenuto sulla questione della nuova didattica.

“Bisogna cambiare modo di fare lezione oltre a quello frontale. Se abbiamo ragazzi disinteressati e demotivati, dobbiamo riuscire a coinvolgerli. Le risorse vanno usate per pianificare nuove attività, siamo alle porte della stagione contrattuale si può pensare alla formazione, in passato si è lasciato lo status quo. Per i sindacati è quasi un successo ottenere che i docenti non siano costretti a fare formazione ma si può trovare qualche sistema incentivante.

Bisogna rivoluzionare il modo di fare lezione, bisogna compiere il salto da un sistema autoritario (noi siamo in mezzo al guado e qualcuno è nostalgico di questo sistema) ad uno autorevole, come quello finlandese”.