Intervista a Rossano Sasso
Intervista a Rossano Sasso

“Le quarantene e la didattica a distanza di massa come le abbiamo conosciute nel passato non ci saranno più. Su questo le indicazioni del Ministero sono chiarissime”. E’ la rassicurazione contenuta nella risposta che Rossano Sasso ha dato alla nostra domanda sul rischio DAD. Di seguito la nostra breve intervista per intero.

Intervista a Rossano Sasso: c’è ancora il rischio DAD?

Abbiamo posto al sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso alcune domande, sulla riapertura della scuola e le misure di sicurezza.

Sottosegretario Sasso, è già scattato l’allarme DAD nella mente di genitori e studenti, dopo le notizie dei primi casi di quarantena. Lei pensa che allo stato attuale, senza ulteriori disposizioni o interventi, la scuola rischia seriamente di tornare in didattica a distanza come lo scorso anno?

“Intanto mi lasci sottolineare il grande lavoro che è stato fatto per assicurare il ritorno degli studenti a scuola in presenza e in sicurezza. Una manciata di mesi fa sembrava un obiettivo fuori portata e invece è stato ottenuto un risultato fondamentale per tutto il sistema Paese.

Un traguardo raggiunto grazie a una straordinaria unità di intenti. Il ministero dell’Istruzione, con il sostegno del Governo, ha messo in campo risorse enormi e ha lavorato senza soluzione di continuità anche nel periodo estivo per preparare al meglio il ritorno in classe.

I lavoratori della scuola hanno dimostrato uno straordinario spirito di servizio aderendo in massa alla campagna vaccinale. Studenti e famiglie, che negli ultimi venti mesi si sono sobbarcati una lunga e pesante serie di sacrifici e disagi, si sono confermati responsabili e capaci di adattarsi a tutti i cambiamenti.

Inevitabilmente le riaperture portano con sé il rischio di qualche contagio in più, ma al momento parliamo di un numero di classi davvero esiguo se pensiamo alla vastità della comunità scolastica nazionale. In ogni caso, le quarantene e la didattica a distanza di massa come le abbiamo conosciute nel passato non ci saranno più: su questo le indicazioni del Ministero sono chiarissime”.

Quali misure potrebbero contribuire ad evitare questo scenario?

“Abbiamo sollecitato le autorità sanitarie a verificare la possibilità, senza rischi ovviamente, di accorciare il periodo di quarantena dopo il contatto con un positivo o di restringerne la platea ai soli contatti più prossimi. In questo è decisivo l’utilizzo dei tamponi salivari per monitorare la situazione: abbiamo vinto una battaglia facendoli adottare in tutta Italia, ma ne stiamo conducendo un’altra affinché da 110.000 al mese ne vengano fatti almeno 500.000 a settimana“.

Controlli a campione: estenderli al personale scolastico

Alcuni sindacati hanno criticato la scelta di limitare i controlli a campione solo agli studenti.

Lei pensa sia opportuno estenderli anche al Personale scolastico, inclusi i vaccinati?

“Più si controlla e si traccia, minori sono i rischi di contagi e quarantene. La campagna vaccinale è un’arma straordinaria e lo è ancora di più se accompagnata da un monitoraggio costante e il più possibile esteso. Purtroppo anche i vaccinati possono infettarsi, solitamente in forma lieve, e contagiare, quindi prevedere una campagna a tappeto con i tamponi salivari sarebbe la soluzione migliore. Si rileverebbero con più facilità anche gli asintomatici, che per le scuole costituiscono la criticità più evidente.

Diverse Regioni, dalla Lombardia al Veneto alle Marche, si sono già mosse in questa direzione. Lavoriamo affinché il sistema venga rafforzato anche a livello nazionale”.