Classe sovrallata a scuola

La questione legata alle ‘classi pollaio‘ rappresenta uno degli aspetti più delicati ed urgenti da affrontare in ambito scolastico, tanto più considerando le gravi problematiche legate all’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ormai da quasi due anni a questa parte.

Ne ha parlato anche il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, nel corso di un question time alla Camera dei Deputati.

Il ministro Bianchi sulle classi pollaio: ‘Non si può parlare di affollamento sino a 26 studenti’

Il numero uno del dicastero di Viale Trastevere ha gettato acqua sul fuoco delle polemiche lanciate da sindacati, associazioni, docenti e genitori in merito al numero elevato di alunni in classe in considerazione per rischio contagio Covid

Bianchi, in occasione del suo intervento, ha parlato di una minima percentuale di ‘classi pollaio‘: sarebbero il 2,9 per cento, infatti, quelle classi con 27 alunni (o più) in aula.

Bianchi: ‘Le riforme legate al PNRR affronteranno il tema delle classi pollaio, una priorità assoluta’

‘Tecnicamente – ha dichiarato il ministro Bianchi – la classe è considerata sovraffollata quando il numero degli alunni è al di sopra dei 27. Le riforme legate al PNRR, su cui stiamo lavorando, definiranno non solo e non tanto il numero di alunni ma un vero e proprio equilibrio da raggiungere in ogni classe. La questione va affrontata strutturalmente. Il tema è importante – ha precisato Bianchi – per me questa è una priorità assoluta’.

Il rapporto di Cittadinanzattiva sulle ‘classi pollaio’

Le cose non stanno esattamente così secondo l’ultimo rapporto pubblicato da Cittadinanzattiva, secondo il quale, nel nostro Paese ben 460mila alunni assistono alle lezioni in 17mila classi con più di 25 alunni: il dato riguarda soprattutto le scuole superiori. Oltre ciò, occorre considerare anche l’estrema insicurezza di molti edifici, testimoniata da diversi crolli verificatisi negli ultimi anni. 

RAPPORTO CITTADINANZATTIVA