2 cerchi di omini
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Tra i tanti temi caldi che quest’anno il mondo della scuola si ritrova ad affrontare, una questione di rilievo è la formazione relativa all’inclusione scolastica. Tematica molto delicata e diffusa che lo scorso anno il Ministero ha rimandato ma che ora vuole mettere in pratica. Sarà effettivamente obbligatoria? Quanti docenti ne saranno coinvolti? E sarà retribuita? Cerchiamo di fare il punto sulla faccenda.

Formazione effettivamente obbligatoria?

Con la nota n.27622 del 6 settembre 2021 il Ministero dà le indicazioni operative in merito alla formazione in servizio dei docenti per garantire l’inclusione degli alunni con disabilità. Tale nota formulata in base al DM 188 del 21/06/2021 ha suscitato contrarietà sia tra i sindacati, sia tra i docenti che tra i Dirigenti Scolastici.

Un passaggio della nota potrebbe provocare confusione sull’obbligatorietà o meno della formazione: “Il personale docente in questione, per l’anno scolastico 2021/2022, sarà invitato a frequentare un percorso di formazione su tematiche inclusive”. La legge 178/20, comma 961 tuttavia è molto chiara: “Il fondo di cui all’articolo 1, comma 125, della legge 13 luglio 2015, n. 107, è incrementato di 10 milioni di euro per l’anno 2021 destinati alla realizzazione di interventi di formazione obbligatoria del personale docente impegnato nelle classi con alunni con disabilità”. Anche il suddetto DM precisa che la partecipazione alle attività formative pari a 25 ore è obbligatoria e non prevede alcun esonero dal servizio.

La nota precisa che tale formazione dovrà avvenire obbligatoriamente entro il mese di novembre.

Docenti coinvolti

Tutti i docenti in ruolo e a tempo determinato che non hanno conseguito precedentemente il titolo di specializzazione sul sostegno dovranno obbligatoriamente formarsi. In uno studio condotto da Tuttoscuola si stima che complessivamente circa 368 mila insegnanti saranno coinvolti nella formazione sull’inclusione: i calcoli si basano sul numero degli alunni con disabilità presenti lo scorso anno nelle classi e sulla quantità di cattedre, compresi gli spezzoni orari. In particolare dalla ricerca emergerebbe che ci sarebbero circa:

  • 60 mila docenti per la scuola dell’infanzia
  • 110 mila insegnanti della primaria
  • 98 mila per la secondaria di I grado
  • 100 mila per la secondaria di II grado.

La formazione sarà retribuita?

Altra questione scottante riguarda la retribuzione: tale formazione obbligatoria sarà pagata? Al momento nulla di chiaro in merito. I sindacati premono affinchè il nuovo Contratto Scuola per cui sono iniziati da poco i lavori preveda un aumento stipendiale che tenga conto anche di questa obbligatorietà. Il Ministro Bianchi da parte sua assicura che il Ministero farà di tutto per rivalutare la figura docente anche relativamente all’incremento dello stipendio: sarà poi il Governo tuttavia a deliberare in merito. Attendiamo quindi notizie certe.