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La polemica sugli esclusi dai nuovi lavori gravosi della scuola

Pensioni 2022, nuovi lavori gravosi a scuola: scoppia la ‘polemica’ sugli esclusi. Ecco cosa ha detto a riguardo Marcello Pacifico, presidente Anief (Associazione nazionale insegnanti e formatori).

I nuovi lavori gravosi della scuola

Come spiegato all’interno di uno dei nostri precedenti articoli, la Commissione istituita per estendere la lista dei cosiddetti lavori gravosi è recentemente arrivata ad un punto di svolta.

Fra questi sono state, così, inserite anche alcune professioni appartenenti al comparto scolastico.

In questo modo, se tale elenco dovesse essere approvato dai Ministeri dell’Economia e del Lavoro, si passerebbe da 15 a 57 gruppi e da 65 a 203 mansioni usuranti

Ciò significherebbe, dunque, che un numero sempre maggiore di lavoratori potrebbe accedere alla pensione anticipata a 63 anni di età, grazie all’Ape sociale.

In particolare, per ciò che concerne la scuola, a beneficiare della misura sarebbero non più soltanto educatori e insegnanti dell’infanzia, ma anche docenti della primaria e collaboratori scolastici.

La novità ha, tuttavia, sollevato non poche polemiche su quelli che sarebbero di fatto gli esclusi dal provvedimento. Ecco cosa ha detto a riguardo il presidente Anief Marcello Pacifico.

Le parole di Marcello Pacifico

Sulla questione dei nuovi lavori usuranti all’interno della scuola è intervenuto anche il presidente Anief Marcello Pacifico.

“In realtà il lavoro all’interno di un istituto scolastico è tutto usurante” ha spiegato Pacifico. “Vi sono delle dimostrazioni scientifiche che non fanno differenze sostanziali tra gli strascichi psicologici e fisici che comporta l’opera professionale in un istituto scolastico”. Ha aggiunto subito dopo.

“Sono anni che chiediamo che i dati sulle malattie professionali vengano resi pubblici […] tutti i lavoratori della scuola, a partire dai docenti, sono vittime del burnout”. Ci ha tenuto ancora a precisare il presidente Anief. Soprattutto dal momento che questa questione è strettamente legata anche ad un atro problema riguardante il settore scolastico. Quella relativa ai pensionamenti.

“Rimane un dato di fatto che, anche per ringiovanire la categoria più vecchia al mondo, c’è l’impellenza di mandare in pensione chi lavora a scuola a 62 anni senza penalizzazioni”. Ecco perché secondo Pacifico l’Ape sociale dovrebbe essere allargata a tutti i docenti e Ata.