Supplenze, errori nell'algoritmo

L’algoritmo predisposto per assegnare le supplenze 2021/22 di quest’anno ha creato e continua a creare non pochi problemi ai precari. Tra proteste, reclami, nuovi turni di nomina e annullamenti in autotutela, il clima si mantiene abbastanza teso. Il problema, probabilmente, è che il sistema non tiene conto delle rinunce e delle nomine tardive da concorso. Marcello Pacifico, presidente Anief, commenta la situazione.

Supplenze 2021/22: precari puniti dall’algoritmo

Nel commentare la situazione creatasi a causa dei limiti dell’algoritmo utilizzato per le supplenze 2021/22, Marcello Pacifico commenta:

Eravamo coscienti del fatto che vi sarebbero stati rallentamenti nelle operazioni di nomina, anche perché il sistema dell’algoritmo ha presentato problemi sin dalla sua prima introduzione, ai tempi delle nomine sbagliate della Legge 107, con migliaia di precari costretti all’immissione in ruolo in province lontanissime, pur in presenza di posti vacanti e disponibili, poi assegnati ad altri precari.

Tutto questo si poteva evitare, se solo si fosse ripristinato il doppio canale di reclutamento con le GPS da prima e seconda fascia, senza imporre limiti gratuiti per le inclusioni nelle graduatorie.

A destare ancora più sdegno è stato il sostegno ai disabili, con oltre 50 mila posti anche quest’anno affidati a personale precario non specializzato in deroga. Oltre alle altrettante già date in supplenza a dispetto delle poche migliaia di immissioni in ruolo portate a termine. Negli atenei si continuano ad organizzare dei corsi TFA senza considerare le vacanze effettive territoriali.”

Il problema deve essere risolto

Come spiega il sindacato, l’algoritmo ministeriale potrebbe essere uno strumento potentissimo per le nomine delle supplenze, ma se si pensa ad un unico turno di nomina. Il fatto è che le cose non sono andate bene come si pensava. Tanti insegnanti sono stati costretti ad accettare cattedre lontanissime da casa, altri sono stati esclusi. Di tutto questo, si dovrà tener conto il prossimo anno, nel caso di decidesse di utilizzarlo di nuovo.

Stefano Cavallini, segretario generale Anief dice: “Non è possibile che un software, dopo quello che è successo negli ultimi anni, continui a creare dei problemi. Anche perché i docenti che comunque hanno avuto una nomina, non hanno fatto nessun reclamo e pertanto la denuncia di qualche centinaio di reclami è un numero sottostimato rispetto agli errori dell’algoritmo”.